Oggi 22 islamici salafiti, appartenenti a una scuola fondamentalista, in prigione da alcuni mesi per aver preso parte a manifestazioni sfociate in scontri con le milizie filogovernative, sono stati rilasciati dalle autorità giordane. Il gesto deve essere letto come un tentativo di dialogo del governo con l'opposizione.
In un discorso al Parlamento, ieri, il primo ministro Awn Khasawneh aveva espresso il desiderio del governo di lavorare per una maggiore distensione dei rapporti con l'opposizione, di accrescere la libertà del Paese e di perseguire "la giustizia sociale" come una priorità chiave.
L'opposizione, da parte sua, denuncia la presenza nelle carceri di decine di altri attivisti islamici e chiede da tempo al governo riforme economiche e politiche.