La crisi economica dell'occidente sta intaccando anche il settore del no profit. Il primo organismo impegnato nella lotta contro l'Aids, la tubercolosi e la malaria, ha annunciato tagli drastici nei prossimi anni.
In un comunciato trasmesso giovedì, il Fondo Mondiale, ha dichiarato di non poter più sovvenzionare nuovi progetti almeno sino al 2014. In questa prospettiva i Paesi dell'Africa australe saranno i più colpiti, con un ritorno di epidemia specialmente per l'Hiv.
L'organismo fornisce più del 70 per cento dei fondi per far fronte alle spese mediche, e da solo rappresenta il maggiore donatore dell'area del sud. In Paesi come Suazilandia, Malawi, Zimbabwe e Mozambico, ci si attende un forte incremento dei decessi dovuti a malattie virali e infettive, mentre le scorte di farmaci già incominciano ad essere razionate.
"E' un disastro per un Paese come lo Zimbabwe - ha detto Faizel Tezera, operatrice di Medici Senza Frontiere - più di 86,000 persone rimaranno senza cure e circa 5.000 bambini saranno colpiti dall'Aids".
Nella Suazilandia su una popolazione di 1,2 milioni di abitanti il 26 per cento è infetta da Hiv. Si stima che in tutto il mondo siano 33 milioni le persone che ogni anno contraggono e vivono con la malattia, di questi, i due terzi si trovano nell'Africa sub-sahariana.