Le principali associazioni dei commercianti indiani sono sul piede di guerra. Domani è prevista una giornata di scioperi e serrate per protestare contro la decisione del governo di aprire le porte del Paese a catene straniere della grande distribuzione. Ai cosiddetti Iinvestimento esteri diretti sarà consentita la partecipazione fino al 51 per cento nei negozi multimarca e addirittura il 100 per cento nei monomarca.
La decisione del governo di Manhoman Singh ha spaccato la stessa maggioranza e creato scontento nell'opinione pubblica, offrendo un buon tema da cavalcare all'opposizione.
Singh, economista, padre delle liberalizzazioni indiane, non intende recedere, convinto che solo così il tessuto produttivo nazionale possa essere modernizzato, gli sprechi e le inefficenze produttive, soprattutto per quanto riguarda il settore agricolo, ridotte.