30/11/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Omertà, paura, vergogna sono all'ordine del giorno nella rete di prostituzione parigina che di giorno e di notte popola i viali intorno alla periferique, Pigalle e rue Saint Denis, Belville o Barbés, parchi come Bois de Boulogne e quartieri chic come l'VI

Da Parigi,
Alessandra Fava

 

La scorsa settimana la polizia francese del dipartimento contro il prossenetismo ha arrestato 26 rumeni in Francia e 5 in Romania accusandoli di prossenetismo aggravato, tratta di esseri umani in banda armata e associazione a delinquere, debellando così un traffico di donne tra Bucarest e Parigi, molte delle quali minorenni. Ma della storia le varie Colette, dicono di non sapere niente. Omertà, paura, vergogna sono all'ordine del giorno nella rete di prostituzione parigina che di giorno e di notte popola i viali intorno alla periferique, Pigalle e rue Saint Denis, Belville o Barbés, parchi come Bois de Boulogne e quartieri chic come l'VIII. In Francia tra i vari controlli e arresti per addescamento (è reato in Francia dal 2003) si contano 18-20 mila prostitute, ma la cifra andrebbe moltiplicata varie volte visto che alcune associazioni stimano che solo le minori siano 10 mila. La polizia parigina il primo ottobre 2010 ha registrato 837 prostitute per strada, alle quali si aggiungono centinaia di donne nei centri di massaggi, su Internet, negli hotel e in casa, le studentesse e le occasionali. I volontari del Nid parigino, un movimento per la lotta contro la prostituzione che opera dagli anni Trenta, registrato nel '46 quando furono abolite le case chiuse, non hanno accesso a luoghi chiusi, perciò operano solo in strada. ''Su Parigi siamo una ventina, giriamo per le strade a piedi, e siamo sempre in due, un uomo e una donna - racconta Alain Courtoux, professione assicuratore, volontario da vent'anni e responsabile dell'unità di strada del Nid a Parigi - Negli anni abbiamo capito che è il metodo migliore per conquistare la loro fiducia. Le donne si stupiscono sempre di incontrare un uomo che dedica gratuitamente parte del suo tempo, lasciando a casa moglie e figli. Uomo per loro è il cliente, il poliziotto, lo spacciatore o il padre che in molti casi le ha violentate quando erano piccole. Paradossalmente la prostituzione è un mondo senza uomini''.

I volontari del Nid non distribuiscono bevande, né preservativi, ma lasciano un foglietto con un numero di telefono e gli orari dei colloqui nell'ufficio di avenue Gambetta, nel ventesimo, un quartiere nell'est di Parigi. Spesso passano mesi e anni prima che una donna chieda aiuto. Ma i volontari sanno aspettare. ''A volte le donne sono in gruppo, magari una di loro controlla le altre e così non parlano volentieri - dice ancora Courtoux - Passiamo un altro giorno, ne troviamo una da sola e ci fermiamo a parlare anche per un'ora, ci mostra le foto della famiglia, a volte manda via i clienti pur di continuare il dialogo. Se ha bisogno di qualcosa sa che noi ci siamo''. In questo modo su Parigi, nel 2010, il Nid ne ha contattato 388. Un numero in aumento quest'anno. ''Forse siamo di più, ora ci sono anche due volontari che parlano cinese - dicono all'associazione - ma con la crisi è anche aumentato il traffico di esseri umani su Parigi. Vediamo ondate di italiane e spagnole, le albanesi sono in diminuzione, erano moltissime qualche anno fa perché si facevano passare per profughe kossovare. Oggi otto su dieci sono rumene (non hanno bisogno del permesso di soggiorno), c'è qualche ucraina, le africane, le cinesi. Chiaramente si affidano a organizzazioni che le fanno arrivare, le ospitano e in poche ore le mettono per strada. Il problema è che le donne non conoscono nessuno fuori del giro della prostituzione e questo impedisce loro di pensare a un'altra vita''.

Anche Courtoux spera che finalmente la Francia abolisca la prostituzione: ''le donne mi dicono: ma allora siete contro di noi? No, dico loro. Sono contro la prostituzione ma con te. E poi anche quelle che pensano sia un buon lavoro, scopri che non vogliono che la figlia faccia lo stesso. Ecco, anche le più convinte davanti a quella prospettiva recedono''. Per tutti i volontari la legge contro il sistema dello sfruttamento dei corpi sarebbe una grande rivoluzione anche se nessuno si fa troppe illusioni: ''la prostituzione continuerà ad esistere, resteranno i club, le saune, le donne che si prostituiscono in casa a fine mese - conclude la responsabile del Nid di Parigi - ma non ci saranno più corpi in vendita all'angolo della strada e forse la gente rifletterà un po' di più su quale modello di società vogliamo per il futuro; in che cosa si traduce il concetto di uguaglianza tra uomo e donna e cosa vuol dire dignità umana''.

 

 

 

 

Categoria: Diritti, Politica, Costume
Luogo: Francia