06/12/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Protezione per chi aiuta il prossimo. Si cerca di promuovere un nuovo spirito di solidarietà

Prendendo a prestito una figura Biblica, la prima città cinese si appresta a varare la propria "legge del buon Samaritano". Succederà a Shenzhen, metropoli della cintura manifatturiera del Guangdong, dove la municipalità ha presentato un disegno di legge che tutelerà i soccorritori di vittime di incidenti e crimini.

Se approvata, la bozza renderà non perseguibili le persone che, nel tentativo di aiutare qulcun altro, ne abbiano provocato un peggioramento delle condizioni o la morte. Questo, a patto che non si siano resi protagonisti di gravi negligenze.
Al tempo stesso, sono previste punizioni per coloro che, dopo essere stati soccorsi, rilasciano false dichiarazioni atte a far ricadere colpe su chi li ha aiutati. Nel caso quest'ultimo resti ferito o ucciso nell'atto di soccorso, il governo locale si farà carico dei risarcimenti.

La misura si è resa necessaria dopo il caso di Yue Yue, la bambina che a ottobre fu travolta e uccisa da un furgone senza che nessun passante si fermasse a soccorrerla. Il caso fece molto discutere e vennero organizzate anche manifestazioni pubbliche per promuovere la morale pubblica. Il crollo dello spirito di solidarietà ha diverse spiegazioni: in alcuni casi, ripresi poi dai media, i soccorritori erano stati perseguiti penalmente dalle stesse vittime di un incidente, o dalle loro famiglie, nel tentativo di rivalersi economicamente. Questo scoraggia eventuali "buoni Samaritiani". Più in generale, la rimozione della cultura maoista e l'accelerato sviluppo economico hanno creato un vuoto morale che Pechino sta ora cercando di colmare facendo ricorso alla cultura tradizionale (confucianesimo, daoismo) o a norma di legge.

Parole chiave: yue yue, buon samaritano, legge, morale, shenzhen
Categoria: Diritti, Politica, Popoli, Costume
Luogo: Cina