12/12/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Luca La Vaille, consigliere di ciroscrizione 5 a Torino per Sel, era presente all'attacco al campo Rom della Continassa. La sua testimonianza

Luca La Vaille, consigliere di ciroscrizione 5 a Torino per Sel, era presente all'attacco al campo Rom della Continassa. Riportiamo la sua testimonianza.

Ho visto scene che non avrei mai immaginato di vedere. Un odio razziale pazzesco. Frasi del tipo "spero ti violentino tua madre e tua sorella" (una ragazza rivolta a un carabiniere che cercava di fermarli). Quando sono arrivati i pompieri si sono messi in mezzo per non farli passare al grido "devono bruciare tutti". Sembrava un brutto film e invece era tutto vero, stava succedendo a Torino, sotto i miei occhi. Lo scoprire che la ragazza si era inventata tutto ha solo aumentato il rammarico e lo sgomento.

Una ragazza di sedici anni denuncia di essere stata violentata da due stranieri probabilmente rom in corso Molise angolo viale dei Mughetti nel cuore del quartiere Vallette di Torino. Nel quartiere monta la rabbia e viene proclamato un presidio in piazza Montale per sabato 10 dicembre 2011 alle ore 18.30. Già i toni del volantino che pubblicizzava la manifestazione incitavano all'odio razziale e a "ripulire" la Continassa.
In piazza Montale il clima è brutto, si sentono le solite frasi "sti porci vengono qui e ci rubano il lavoro, ci stuprano le donne", "bisogna cacciarli tutti". Poi alle famiglie con i bambini e agli anziani del quartiere si aggiungono un gruppo di giovani di estrema destra, probabilmente fanno parte dei Bravi Ragazzi, una frangia di tifoseria della Juventus. Parte un corteo non autorizzato che percorre viale dei Mughetti, via delle Verbene, attraversa corso Ferrara e poi prende via Traves. A quel punto è chiaro che stanno puntando sulla vecchia cascina Continassa dove vivono una trentina di poveracci. Il corteo si ingrossa sempre di più, forse in tutto saranno circa cinquecento persone. La questura probabilmente ha sottovalutato la vicenda, presenti ci sono solo cinque o sei tra poliziotti e carabinieri, non hanno le forze per fermare il branco. Per fortuna le forze dell'ordine fanno in tempo a far evacuare la cascina. Quando il corteo è arrivato davanti alla cascina i giovani più esaltati hanno urlato a donne e bambini di farsi da parte, poi hanno sfondato gli ingressi, sono entrati e hanno iniziato a dare fuoco a tutto quello che riuscivano. Fuori le donne urlavano "devono bruciare tutti".

Si sparge la voce che le forze dell'ordine avevano fatto scappare i poveracci che erano dentro la cascina. Una ragazza urla ad un carabiniere: "Spero che ti stuprino tua madre, tua figlia e tua sorella". Arrivano i pompieri ma il branco sbarra la strada all'autopompa, la gente urla "deve bruciare tutto". Arrivano finalmente i rinforzi, i carabinieri in tenuta antisommossa. Gli ultras si preparano allo scontro, su le sciarpe, su i cappucci. Arriva il fratello della ragazza, urla "non sono stati loro, andate a casa" ma la tensione per un po' rimane alta. Poi inizia a trapelare la voce che la ragazzina si è inventata tutto, piano piano il gruppo si disperde e i pompieri finalmente possono entrare per spegnere gli incendi. E' stata una brutta serata. Vedere e sentire famiglie con bambini, donne e anziani incitare i più facinorosi a dare fuoco a tutto e tutti è stato uno spettacolo avvilente. Ho sentito una quantità impressionante di frasi che grondavano odio razziale. Il fatto che la ragazzina si sia inventata tutto non cambia di una virgola il problema. Ci sono una rabbia e un razzismo latente che covano nella nostra società e sono sempre più evidenti, basta una scintilla per scatenare l'inferno.
Un fatto di cronaca non può portare alla giustizia sommaria fai da te. Anche se per ipotesi il reato fosse stato commesso realmente da due rom non è accettabile che un branco di cinquecento persone voglia bruciare vive una trentina di persone senza oltretutto avere la minima prova che tra di loro si trovino i colpevoli. Quello che è successso ieri sera a Torino è di una gravità assoluta e ci deve interrogare e far riflettere tutti quanti 

 

Parole chiave: Rom, La Valle, Continassa, Torino
Categoria: Diritti, Migranti, Popoli
Luogo: Italia