Alcuni ricercatori russi hanno parlato alla testata inglese Independent dell'eccezionalità, rilevata sul mare artico, di gigantesche fuoriuscite di gas metano.
Gli studi avevano già in precedenza evidenziato la presenza sotto il permafrost artico, che si estende dalla terraferma al mare al largo della Siberia orientale, di centinaia di migliaia di tonnellate di gas metano. Il metano è altamente inquinante e gli esperti temono che l'effetto serra e il conseguente scioglimento del ghiaccio permanente possa causare lo sprigionamento sempre più massiccio di dosi di gas.
Igor Semiletov, dell'accademia delle scienze russa, nel 2010 aveva calcolato che tali emissioni dovessero attestarsi sugli otto milioni di tonnellate l'anno, ma ora i suoi dati, dice, devono essere completamente rivisti. In un'intervista al giornale, Semiletov ha raccontato che, mentre prima trovava strutture di gas del diametro di qualche decina di metri, quest'estate ne ha trovate di oltre un chilometro di diametro. "Sono rimasto colpito dalle dimensioni e dalla densità dei pennacchi di gas. In un'area relativamente piccola ne abbiamo trovati oltre 100, ma in un'area più ampia ce ne devono essere a migliaia".