Molti analisti prevedono un rallentamento dell'economia cinese per il 2012. Senza una domanda in Europa, che sia forte e in crescita, l'economia in Cina, ancora fortemente dipendente dalle esportazioni, non riuscirà a mantenere il livello di crescita al 9 percento.
Queste previsioni creano forti preoccupazioni in Occidente, dove gli investitori guardano con apprensione anche agli altri problemi del Dragone, come la crescente bolla immobiliare e ai consumi interni, considerati ancora troppo bassi per sostenere la crescita del PIL. Al momento il livello dei risparmi è molto alto, e senza tasse più alte che sostengano delle protezioni sociali più sofisticate, la situazione non è destinata a mutare.
Secondo Gerard Lyons, capo economista della Standard Chartered (una delle banche occidentali che operano in Asia), la strategia della leadership cinese non potrà durare a lungo.