Un altro argomento all'ordine del giorno nel dibattito italiano è lo status del lavoratore tedesco: salari migliori, forte tutela sindacale. È davvero così?
Ci sono moltissime persone che lavorano 40 ore, o anche più, a settimana e guadagnano 900 euro al mese. Il concetto che il salario sia sufficiente a far vivere la propria famiglia, è un concetto superato. I tedeschi hanno dato molto allo Stato e se si tiene conto dell'inflazione, nell'ultimo trentennio i lavoratori sono diventati più poveri.
La Sinistra appare molto in difficoltà. Non poteva essere questo il momento giusto per un expolit? In Italia, il governo Monti si poggia anche sul consenso del Pd.
Bersani, secondo la linea socialdemoratica, cerca di salvare lo Stato, la struttura. Lo stesso sta avvenendo in Germania con il Spd che sostiene, al contrario della Merkel, la politica degli Eurobond.
In questo modo, però, si appoggiano politiche repressive e neoliberiste...
In questo risiede la difficoltà della sinistra oggi: da un lato non può distaccarsi - nel momento storico - da Monti che rappresenta l'élite bancaria europea. Di fondo, c'è un'assoluta mancanza di una narrazione alternativa.
Sarebbe a dire che la Sinistra non riesce più a trovare la via?
Bisognerebbe accettare la modernizzazione della società. Credo che nessun giovane voglia fare lo stesso lavoro per 40 anni, ma neanche avere contratti di un mese. Quello cui stiamo assistendo è una fuga dai partiti della Sinistra: ci sono i giovani di Occupy che ribadiscono la loro distanza dai partiti e quelli che rientrano nella protesta di vecchio stampo si spostano a destra.
Questa è una delle ragioni per cui si registra un'avanzata della destra estrema in tutta Europa?
Tre settimane fa sono stato a Roma. Su molti muri ho letto lo slogan "La destra è sociale oppure non è destra". Ritengo che una propaganda del genere sia molto più pericolosa del calendario di Mussolini che è in vendita nelle vostre edicole. Provano a far leva sulle classi più deboli, vanno a occupare il buco lasciato dallo stato sociale: "non c'è più il campo sportivo per i giovani? Ci pensiamo noi! Nessuno si occupa degli anziani? Ci siamo noi!". Questo è quello che dicono, ma in realtà, lo stato sociale è un paravento come lo era per i nazisti nel secolo scorso.
In un suo articolo che uscirà domani (ndr. 16 dicembre) sulla Taz, lei vede un fil rouge che collega la strage di Firenze a quella di Utoya. Sono anch'esse conseguenza dei sommovimenti che sconvolgono l'Europa?
C'entrano molto, a mio avviso. A causa dell'austerity imposta dall'Unione europea, la classe media si sta impoverendo e disgregando. La strategia politica della destra estrema è combattere i nemici, che sono sempre i poveracci, non i ladri. A questo punto compaiono i Casseri e i Brevnik che sulla base di un contratto violento si sentono degli eroi: vogliono salvare il mondo, fanno quello che credono che molti pensano ma che non hanno il coraggio per farlo. Ho una visione molto pessimistica per il futuro e i fatti di Firenze come il pogrom di Torino che ha avuto inizio da una bugia sono solo l'inizio.
Nicola Sessa