01/09/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



L’esercito Usa entra in Paraguay ufficialmente per delle esercitazioni.
Un marines UsaStrane manovre militari stanno preoccupando in modo serio le associazioni e le organizzazioni civili paraguaiane. L’esercito degli Stati uniti è entrato da tempo nel paese sud americano suscitando polemiche anche al di fuori del Paraguay. “La presenza dell’esercito degli Stati Uniti ci preoccupa un po’”, racconta Oscar Olivera, segretario della federazione dei lavoratori boliviani, preoccupato dalla vicinanza dei marines alle riserve energetiche boliviane: “da qualche tempo i marines sono entrati in Paraguay e vi stanno anche costruendo una base militare. Siamo preoccupati perché la base si trova molto vicino a  Mariscal Estigarribia a 200 chilometri dal confine con la Bolivia”. Se si tiene conto dei disordini degli ultimi mesi, scaturiti per la difesa delle grandi riserve di gas naturale boliviane, le lezioni presidenziali che si terranno fra poco e la lotta al narcotraffico, si potrebbe anche ipotizzare un  possibile intervento militare Usa in questa nazione.
 
Manovre. C’è chi dice che i soldati Usa arrivati in Paraguay siano poco meno di 50, ma c’è anche chi sostiene che siano molti di più, circa 500. Secondo le stime, la base militare che è stata costruita ha una capienza tale da poter ospitare tranquillamente circa 16mila soldati più tutti quelli che sono i normali armamenti di un esercito
La mappa del paraguyaLa grandezza della postazione militare permette anche l'atterraggio di enormi aerei da guerra. Anche il Serpaj, una organizzazione di ispirazione cristiana che opera in Paraguay, è molto preoccupata per queste presente, che in un comunicato ha fatto sapere: “i termini dell’accordo militare fra Paraguay e Usa sono molto dannosi per noi, specialmente tenendo conto del fatto che sono stati soldati USA a insegnare la tortura e altre forme di violazione dei diritti umani nei corsi alla Scuola delle Americhe, secondo la Dottrina della Sicurezza Nazionale”. Orlando Castillo rappresentante dell’organizzazione ha affermato che: "Gli Usa nutrono forti aspirazioni di trasformare il Paraguay in un'altra Panama per le loro truppe, e non sono lontani dal controllare il cono meridionale e dall'allargare la guerra in Colombia”.
 
L’appiglio e l’immunità per i marines.  La motivazione della presenza statunitense in Paraguay è abbastanza semplice. Da diverso tempo ormai si ipotizza la presenza di cellule di al Qaeda nella regine della Tripla Frontiera (un postaccio a cavallo fra Paraguay, Brasile e Argentina), considerata una delle regioni più pericolose e senza legge del mondo nella quale convivono narcotrafficanti, terroristi e delinquenti di ogni Soldati americani tipo. Dalla fine del 2004 l’amministrazione statunitense continua incessantemente a chiedere a Paraguay, Perù, Ecuador e Venezuela di firmare gli accordi che concedano immunità a tutti i soldati Usa, minacciando di non versare decine di milioni di dollari di aiuti se questi non dovessero essere firmati. In questo momento l’unico paese ad averli firmati è appunto il Paraguay. 
 
Duarte nega collaborazione per la base. Nel frattempo anche il presidente paraguaiano Duarte, ha fatto sapere che l'esecutivo da lui presieduto non raggiungerà nessun accordo con gli Usa che dia la possibilità di installare una base militare in territorio paraguaiano.  
 
Gli Usa negano tutto. Per voce del segretario di stato Rumsfield però sono state negate tutte le affermazioni che riguardavano la base militare di Mariscal Estigarribia. Secondo l’ambasciata statunitense in Paraguay, “gli Stati Uniti non hanno assolutamente nessuna intenzione di stabilire una base militare ovunque in Paraguay e non hanno intenzione di tenere soldati di stanza in Paraguay per un lungo periodo”.
La preoccupazione dei paraguaiani può essere capita. Gli Usa avevano detto cose simili anche riguardo la base di Manta in Ecuador..

Alessandro Grandi

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