L’esercito Usa entra in Paraguay ufficialmente per delle esercitazioni.
Strane manovre militari stanno preoccupando in modo serio le associazioni e le
organizzazioni civili paraguaiane. L’esercito degli Stati uniti è entrato da tempo
nel paese sud americano suscitando polemiche anche al di fuori del Paraguay. “La
presenza dell’esercito degli Stati Uniti ci preoccupa un po’”, racconta Oscar
Olivera, segretario della federazione dei lavoratori boliviani, preoccupato dalla
vicinanza dei marines alle riserve energetiche boliviane: “da qualche tempo i
marines sono entrati in Paraguay e vi stanno anche costruendo una base militare.
Siamo preoccupati perché la base si trova molto vicino a Mariscal Estigarribia
a 200 chilometri dal confine con la Bolivia”. Se si tiene conto dei disordini
degli ultimi mesi, scaturiti per la difesa delle grandi riserve di gas naturale
boliviane, le lezioni presidenziali che si terranno fra poco e la lotta al narcotraffico,
si potrebbe anche ipotizzare un possibile intervento militare Usa in questa nazione.
Manovre. C’è chi dice che i soldati Usa arrivati in Paraguay siano poco meno di 50,
ma c’è anche chi sostiene che siano molti di più, circa 500. Secondo le stime,
la base militare che è stata costruita ha una capienza tale da poter ospitare
tranquillamente circa 16mila soldati più tutti quelli che sono i normali armamenti
di un esercito
La grandezza della postazione militare permette anche l'atterraggio di enormi
aerei da guerra. Anche il Serpaj, una organizzazione di ispirazione cristiana che opera in Paraguay, è molto preoccupata
per queste presente, che in un comunicato ha fatto sapere: “i termini dell’accordo
militare fra Paraguay e Usa sono molto dannosi per noi, specialmente tenendo conto
del fatto che sono stati soldati USA a insegnare la tortura e altre forme di violazione
dei diritti umani nei corsi alla Scuola delle Americhe, secondo la Dottrina della
Sicurezza Nazionale”. Orlando Castillo rappresentante dell’organizzazione ha affermato
che: "Gli Usa nutrono forti aspirazioni di trasformare il Paraguay in un'altra
Panama per le loro truppe, e non sono lontani dal controllare il cono meridionale
e dall'allargare la guerra in Colombia”.
L’appiglio e l’immunità per i marines. La motivazione della presenza statunitense in Paraguay è abbastanza semplice.
Da diverso tempo ormai si ipotizza la presenza di cellule di al Qaeda nella regine
della Tripla Frontiera (un postaccio a cavallo fra Paraguay, Brasile e Argentina), considerata una delle
regioni più pericolose e senza legge del mondo nella quale convivono narcotrafficanti,
terroristi e delinquenti di ogni
tipo. Dalla fine del 2004 l’amministrazione statunitense continua incessantemente a
chiedere a Paraguay, Perù, Ecuador e Venezuela di firmare gli accordi che concedano
immunità a tutti i soldati Usa, minacciando di non versare decine di milioni di
dollari di aiuti se questi non dovessero essere firmati. In questo momento l’unico
paese ad averli firmati è appunto il Paraguay.
Duarte nega collaborazione per la base. Nel frattempo anche il presidente paraguaiano Duarte, ha fatto sapere che l'esecutivo
da lui presieduto non raggiungerà nessun accordo con gli Usa che dia la possibilità
di installare una base militare in territorio paraguaiano.
Gli Usa negano tutto. Per voce del segretario di stato Rumsfield però sono state negate tutte le affermazioni
che riguardavano la base militare di Mariscal Estigarribia. Secondo l’ambasciata
statunitense in Paraguay, “gli Stati Uniti non hanno assolutamente nessuna intenzione
di stabilire una base militare ovunque in Paraguay e non hanno intenzione di tenere
soldati di stanza in Paraguay per un lungo periodo”.
La preoccupazione dei paraguaiani può essere capita. Gli Usa avevano detto cose
simili anche riguardo la base di Manta in Ecuador..