PeaceReporter compie due anni. La speranza di poter andare avanti
Buon compleanno, PeaceReporter. Due anni, pochissimi per un giornale, per un
quotidiano d'informazione. Tantissimi per noi che lo abbiamo costruito tra mille
difficoltà.
In due anni vi abbiamo raccontato 1870 storie e abbiamo trovato solo 97 buone
notizie. Poche, per un giornale che ha fatto delle buone notizie una delle sue
bandiere. Non poche per un periodo così difficile del mondo, che mai è stato tormentato
dalle guerre e dai conflitti come nei nostri giorni. Ma le abbiamo trovate e ve
le abbiamo raccontate. Perché sappiamo quanto è importante far vedere che si può
fare, che si può fare del bene, che si può fare meglio, che si può cambiare il
mondo costruendo e non distruggendo.
Abbiamo pubblicato 67 dossier su temi importanti, come la memoria, l'acqua, le
mine, i coloni israeliani, gli schiavi bambini, gli organismi geneticamente modificati...
Abbiamo realizzato 321 reportage, i nostri inviati sono andati a toccare con
mano quello che è il mondo che ci sta di fianco, e che siamo abituati a non vedere.
Abbiamo fatto 297 interviste, a persone famose e ad altre che non lo sono, ma
che meriterebbero di esserlo per quel che fanno.
Abbiamo trovato collaboratori importanti, diversi tra loro, come il Generale
Fabio Mini e Gino Strada, lo storico statunitense Howard Zinn e Jovanotti, grandi
teologi come Leonardo Boff o grandi costituzionalisti come l'iracheno Abdullah
Gulemi, intellettuali scomodi come Tariq Ramadan e ottimi scrittori come Massimo
Carlotto. Tutti insieme per ragionare sull'assurdità di un mondo che ancora ha
tra i suoi strumenti la guerra.
In due anni abbiamo davvero ottenuto dei risultati incredibili per i pochi mezzi
che abbiamo a disposizione. E questo ci fa ben sperare, perché sappiamo che siamo
in tanti, a volere un mondo migliore, un mondo in cui la guerra sia finalmente
messa fuori dalla storia, in cui i diritti siano di tutti e dunque non siano il
privilegio di pochi.
Sappiamo che la strada è lunga, ma è anche molto bella, e in fondo si vede una
gran luce.
Aiutateci a tenerla accesa, questa luce.
PeaceReporter ha bisogno di voi, per continuare ad esistere. Ha bisogno delle
vostre segnalazioni, dei vostri consigli, delle vostre idee e anche del vostro
entusiamo. E ha bisogno, lo diciamo senza pudore e semmai con l'orgoglio dei risultati
ottenuti fin qui, del vostro sostegno.
Non vogliamo chiudere il sito ai non abbonati, come pure molti fanno: siamo nati
per raccontare il mondo a quante più persone possibile.
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abbonandovi" a PeaceReporter. Ve ne viene anche, per sdrammatizzare un po', una maglietta
in omaggio.