Detenuti spariti nel nulla. Dietro lo scudo della segretezza, dal 2001 al 2006, il periodo in cui si sono
verificate le 'renditions', sono state compiute multiple violazioni dei diritti
umani. In primo luogo la detenzione illegale. Alcuni dei sospetti sono poi stati
letteralmente rapiti - è il caso dello stesso Abu Omar, catturato in Italia e
portato, attraverso la Germania, in Egitto -, ad altri è stato negato accesso
all'assistenza legale per contestare, ad esempio, il loro trasferimento in Paesi
dove è praticata la tortura. Molti dei prigionieri, illegalmente detenuti in un
Paese e trasportati in un altro, sono successivamente 'scomparsi', anche se erano
sotto custodia Usa. Amnesty ritiene, dopo aver ascoltato i parenti di coloro che
hanno avuto la fortuna di essere stati rilasciati, o di aver potuto parlare con
un avvocato, che le 'consegne straordinarie' hanno coinvolto centinaia di vittime.
Come è noto, nei centri dove venivano interrogati, i prigionieri sperimentavano
maltrattamenti, torture, privazioni della fame e del sonno.
Limbo yemenita. Emblematico il caso dei tre cittadini yemeniti - intervistati da Amnesty - trasportati
su voli segreti da sito a sito (sono almeno quattro i centri di detenzione 'visitati'
dagli sfortunati passeggeri), che per 18 mesi, a partire dal 2003, non hanno avuto
alcun contatto con il mondo esterno. Le loro testimonianze hanno permesso di ricostruire
parzialmente l'oscuro sistema di prelievo, trasferimento e detenzione segreta
sviluppato dagli Usa dietro la giustificazione della 'guerra al terrore'. Il rapporto
getta nuova luce anche sui luoghi di detenzione. Grazie al calcolo dei tempi di
volo, degli orari delle preghiere dei detenuti, del clima e delle modalità di
incarcerazione, Amnesty ha avanzato ipotesi su dove potessero trovarsi le carceri
segrete: tra gli altri Paesi, figurano numerose località dell'est europeo, come
Turchia, Romania, Bulgaria, Albania, Macedonia.
Diritti cancellati. La conclusione del rapporto di Amnesty è velata di amarezza. "In generale -
si legge - i governi non violano i diritti umani o il diritto internazionale apertamente.
Lo fanno in segreto. Torturano dietro le porte chiuse. Conducono programmi di
repressione nei quali gli oppositori spariscono nottetempo. Organizzano operazioni
occulte per violare gli embargo alle armi, rovesciare governanti considerati ostili,
incarcerare illegalmente coloro che ritengono costituire una minaccia per la loro
sicurezza. Gli Stati Uniti hanno creato una zona al riparo dalla legge, una terra
di nessuno dove i diritti umani di alcuni individui vengono cancellati".
La convenienza delle parole. Tutto sembra ruotare attorno ad un artificio semantico. Ovvero, come la parola
'consegna straordinaria' abbia rappresentato un vero e proprio stratagemma linguistico
in grado di giustificare le violazioni commesse ai danni dei sospetti terroristi,
alcuni dei quali sono poi stati scagionati da tale accusa. Con quegli apparecchi,
centinaia di prigionieri, la cui identità e la cui destinazione finale erano spesso
sconosciute, sono stati 'consegnati' alle autorità di Paesi compiacenti, dove
l'elasticità delle norme era tale da consentire interrogatori sotto tortura, in
spregio a qualsiasi trattato o convenzione internazionale sul trattamento dei
prigionieri. Soprattutto il termine 'straordinaria' ha funzionato poi come un
felice eufemismo per nascondere quella che Amnesty ha verificato essere una pratica
tutt'altro che straordinaria. In quella terra di nessuno creata dagli Usa dopo
l'11 settembre, oltre al diritto, anche la parola ha subito alterazioni, mistificazioni,
deviazioni. Solo attraverso tale manipolazione della realtà questi 'sequestri
sistematici' si sono trasformati - neutralmente e convenientemente - in rassicuranti 'consegne
straordinarie'. Con i prigonieri come pacchi. E gli Stati Uniti come un qualsiasi
corriere espresso. Efficiente, rapido, puntuale.
Luca Galassi