26/07/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Mezza giornata basta ai potenti del mondo per inventare il "nuovo medio oriente"
Una mattinata scarsa. 60 anni di disastri, migliaia di morti, il futuro del mondo discussi in una mattinata. C'è da rimanere increduli, se non indignati da questa messa in scena costruita nel nostro paese, da governi che han deciso che ogni tanto ci si deve anche far vedere come “costruttori di pace”. Nel giorno in cui, proprio il governo del paese ospitante decide di votare la partecipazione ad una guerra, senza mediare con nessuno di quelli che, da dentro e soprattutto da fuori del Palazzo, chiedevano una riflessione in più.

Un grande risultato. Una riunone storica per discutere di pace in Medio Oriente, o meglio del “Nuovo Medio Oriente”, senza i diretti interessati: non c'erano i palestinesi, non c'erano i siriani, non c'erano tantomeno gli iraniani. Ma non c'erano neppure i rappresentanti di Israele, che pure è considerato “paese occidentale”.

Dalle otto e mezzo alle 14.30 circa. Compresi i saluti, gli addii, e il pranzo certamente ricco. E compresi due minuti di silenzio per gli osservatori Onu morti sotto le bombe di Israele. A rendere ancor più evidente che degli altri, dei civili che a centinaia ogni giorno muoiono o vengono devastati dal conflitto mediorientale e dalle sue ramificazioni, non importa a nessuno dei potenti del mondo. Nemmeno in apparenza. La fretta è cattiva consigliera. E fa scordare anche l'uso, di solito invece massiccio, dell'ipocrisia.

Maso Notarianni

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