27/08/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Un documento per ridare dignità e uguaglianza a 650 milioni di persone
Nothing about us, without us. Nulla che ci riguarda sia deciso senza di noi. Così recita il motto in testa alla Convenzione Onu sui diritti delle persone disabili. Uno slogan all'insegna dell'inclusione sociale, per un Trattato, i cui lavori sono terminati ieri a New York dopo quattro anni.
 
Mani teseContro pregiudizi e discriminazione. Il documento rappresenta il primo accordo sui diritti umani del ventunesimo secolo. La sua adozione formale da parte dei Paesi sottoscrittori dovrà avvenire durante l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che si terrà a metà settembre. Il Trattato, che non è stato firmato dagli Stati Uniti perché - secondo quanto riferito dal delegato Usa - "abbiamo già una legislazione completa ed efficiente", prevede l'adozione di leggi e altri provvedimenti tesi a migliorare i diritti dei disabili e a cancellare pratiche e abitudini discriminatorie nei loro confronti. Attualmente sono solo 45 i Paesi che hanno una specifica legislazione a tutela dei disabili, il cui numero è stimato in 650 milioni di persone nel mondo. L'Organizzazione mondiale della Sanità prevede che tale cifra sia destinata ad aumentare, come risultato dei progressi medici e dell'invecchiamento demografico.

Eliminare i vincoliUguaglianza e dignità. L'idea che sta alla base del Trattato è che Stato sociale e carità dovranno essere rimpiazzati da nuovi diritti e libertà. Nelle intenzioni dei legislatori, si è reso indispensabile elaborare un corpus di provvedimenti ad hoc per le persone disabili per contrastare la diffusione di pregiudizi e stereotipi e per incoraggiare la presa di coscienza delle loro abilità e del loro contributo sociale. I Paesi firmatari dovranno garantire ai disabili uguaglianza e dignità al pari delle altre persone, migliorare l'accesso a edifici pubblici e privati, ai trasporti, all'informazione. Ci vorranno comunque anni prima che gli standard minimi fissati nella Convenzione vengano applicati, considerato lo stato in cui versa la popolazione disabile in alcuni Paesi del mondo. La stessa elaborazione della carta dei diritti è stata ritardata a causa delle differenze culturali tra i membri della Commissione che ha partecipato ai lavori, spesso in disaccordo su materie quali aborto, contraccezione, prevenzione dell'Aids ed educazione sessuale.

Luca Galassi

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