Scelto il nome per il nuovo erede al trono, mentre il Sol Levante si allontana dalle tradizioni
E’ stato chiamato
“Hisahito” il piccolo principe del Giappone nato il 6 settembre scorso in un
ospedale di Tokyo e terzo nella linea di successione al cosiddetto trono del
Crisantemo dopo lo zio Naruhito e il padre Akishino. La famiglia reale ha
atteso per quarantuno anni un nuovo erede maschio, il cui nome augura nella
prima parte “hisa” una vita lunga e serena e significa nel suffisso finale
“hito”, attribuito a tutti i potenziali imperatori, uomo virtuoso.

Rituali. Alla cerimonia di scelta del nome che si è tenuta in ospedale,
il padre Akishino, figlio dell’attuale imperatore Akihito e dell’imperatrice
Michico, ha posto una scatola di legno contenente un foglio con il nome del
bambino sul cuscino del piccolo. La popolazione, intanto, dopo aver festeggiato
la nascita, attende che il neonato sia mostrato in pubblico. La piccola vita di
Hisahito sarà presto scandita da due cerimonie: i primi 50 giorni saranno
celebrati con una visita ai santuari del palazzo reale e al compimento dei 4
mesi, ci sarà il primo pasto con le bacchette.
Scosse alla tradizione. Si risolve così, almeno
temporaneamente, la
questione della successione al trono che aveva generato un acceso
dibattito
durante l’ultimo anno nel Paese del Sol Levante. Il primo ministro,
Junichiro
Koizumi, aveva chiesto di cambiare la legge per consentire alle donne
di salire
al trono. I membri più conservatori del governo, tuttavia, si erano
opposti, nonostante gli imperatori giapponesi discendano dalla
divinità femminile in linea diretta Amaterasusi e i sondaggi dessero
due
terzi della popolazione favorevole alla proposta del premier. Hisahito
ha così
scalzato la cuginetta Aiko, unica figlia di Naruhito e della
principessa
Masako. I figli di Sayako, invece, sorella di Naruhito e Akishino, che
ha
sposato un cittadino comune, non appartengono alla linea di successione.
L’impero che cambia. Secondo alcuni, però, il vero problema che
deve affrontare l’imperatore Akihito non è tanto la successione quanto il
crescente distacco fra i reali e il loro popolo. I giovani della capitale sono
felici per l’arrivo di Hisahito, ma non sono molto interessati al fatto che le
donne possano accedere al trono. Le televisioni e i giornali, che sono stati
addirittura distribuiti gratuitamente il 6 settembre, hanno dedicato molto spazio
all’evento della nascita, ma la gente sembra più concentrata su altre
questioni, come il divario fra ricchi e poveri e la mancanza di un lavoro
sicuro.
I tempi sono
cambiati. Il nonno dell’attuale imperatore riuscì ad avere cinque figli maschi
perché aveva delle concubine: una “soluzione” impensabile per un reale del
ventunesimo secolo.
La condizione femminile. Il futuro della famiglia reale è anche legato
al nuovo ruolo delle donne nella società giapponese. Queste ultime, che oggi si
dedicano sempre più al lavoro che alla famiglia, chiedono di essere meglio
rappresentate all’interno e all’esterno del loro Paese. Il tasso delle nascite,
intanto, scende come in altri Paesi industrializzati. E Masako sembra l’emblema
di questo nuovo corso: detta la “principessa triste”, ha sofferto di
depressione per non essere mai riuscita ad accettare la vita di corte e le sue
pressioni, come quella appunto di dare alla luce un figlio maschio.