13/09/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Scelto il nome per il nuovo erede al trono, mentre il Sol Levante si allontana dalle tradizioni
E’ stato chiamato “Hisahito” il piccolo principe del Giappone nato il 6 settembre scorso in un ospedale di Tokyo e terzo nella linea di successione al cosiddetto trono del Crisantemo dopo lo zio Naruhito e il padre Akishino. La famiglia reale ha atteso per quarantuno anni un nuovo erede maschio, il cui nome augura nella prima parte “hisa” una vita lunga e serena e significa nel suffisso finale “hito”, attribuito a tutti i potenziali imperatori, uomo virtuoso.
  Kiko e Akishino
Rituali. Alla cerimonia di scelta del nome che si è tenuta in ospedale, il padre Akishino, figlio dell’attuale imperatore Akihito e dell’imperatrice Michico, ha posto una scatola di legno contenente un foglio con il nome del bambino sul cuscino del piccolo. La popolazione, intanto, dopo aver festeggiato la nascita, attende che il neonato sia mostrato in pubblico. La piccola vita di Hisahito sarà presto scandita da due cerimonie: i primi 50 giorni saranno celebrati con una visita ai santuari del palazzo reale e al compimento dei 4 mesi, ci sarà il primo pasto con le bacchette.
 
Scosse alla tradizione. Si risolve così, almeno temporaneamente, la questione della successione al trono che aveva generato un acceso dibattito durante l’ultimo anno nel Paese del Sol Levante. Il primo ministro, Junichiro Koizumi, aveva chiesto di cambiare la legge per consentire alle donne di salire al trono. I membri più conservatori del governo, tuttavia, si erano opposti, nonostante gli imperatori giapponesi discendano dalla divinità femminile in linea diretta Amaterasusi e i sondaggi dessero due terzi della popolazione favorevole alla proposta del premier. Hisahito ha così scalzato la cuginetta Aiko, unica figlia di Naruhito e della principessa Masako. I figli di Sayako, invece, sorella di Naruhito e Akishino, che ha sposato un cittadino comune, non appartengono alla linea di successione.
 
Masako e AikoL’impero che cambia. Secondo alcuni, però, il vero problema che deve affrontare l’imperatore Akihito non è tanto la successione quanto il crescente distacco fra i reali e il loro popolo. I giovani della capitale sono felici per l’arrivo di Hisahito, ma non sono molto interessati al fatto che le donne possano accedere al trono. Le televisioni e i giornali, che sono stati addirittura distribuiti gratuitamente il 6 settembre, hanno dedicato molto spazio all’evento della nascita, ma la gente sembra più concentrata su altre questioni, come il divario fra ricchi e poveri e la mancanza di un lavoro sicuro.
I tempi sono cambiati. Il nonno dell’attuale imperatore riuscì ad avere cinque figli maschi perché aveva delle concubine: una “soluzione” impensabile per un reale del ventunesimo secolo.

La condizione femminile. Il futuro della famiglia reale è anche legato al nuovo ruolo delle donne nella società giapponese. Queste ultime, che oggi si dedicano sempre più al lavoro che alla famiglia, chiedono di essere meglio rappresentate all’interno e all’esterno del loro Paese. Il tasso delle nascite, intanto, scende come in altri Paesi industrializzati. E Masako sembra l’emblema di questo nuovo corso: detta la “principessa triste”, ha sofferto di depressione per non essere mai riuscita ad accettare la vita di corte e le sue pressioni, come quella appunto di dare alla luce un figlio maschio.
 
 

Francesca Lancini

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