06/04/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Nancy Pelosi a Damasco per tentare di cambiare la strategia in medio oriente
La visita della presidente della Camera dei Rappresentanti Usa, Nancy Pelosi, mercoledì 4 aprile a Damasco, ha suscitato diverse polemiche. Gli Stati Uniti hanno rotto le relazioni diplomatiche con la Siria al tempo dell'uccisione di Rafiq Hariri, nel 2005, e la missione della Pelosi è stata considerata da diversi repubblicani Usa, come Gordon Johndroe, portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale: “Un viaggio unilaterale e controproducente”.

Nancy Pelosi e Bashar AssadLa via per la pace. Washington accusa la Siria di sostenere le organizzazioni terroriste Hamas e Hezbollah, oltreché di consentire il passaggio dei miliziani jihadisti dal suo territorio verso quello iracheno. In un recente rapporto dei servizi segreti israeliani si sostiene che la rete dei centri di comando delle milizie sciite vicine all'Iran abbia come perno proprio l'aeroporto di Damasco. Lo scopo della missione diplomatica statunitense era riaprire il dialogo con una nazione che, pur restando nella lista nera di Washington, è imprescindibile per stabilizzare il quadro politico mediorientale. Lo scorso anno il gruppo di studio Usa sull'Iraq, la commissione Baker-Hamilton, raccomandava l'apertura di canali di dialogo con Iran e Siria per stabilizzare la regione. “L'amministrazione Bush ha rifiutato le raccomandazioni bipartisan della commissione e continua ad attaccare verbalmente i repubblicani e i democratici su questo argomento” ha dichiarato la portavoce di Nancy Pelosi. Probabilmente, però, più che un conflitto tra democratici e repubblicani, la visita della presidente della Camera dei Rappresentanti in Siria rappresenta una via alternativa che gli Stati Uniti vogliono percorrere in parallelo, rispetto alla linea militare ad oltranza dell'amministrazione Bush. A conferma di ciò, Nancy Pelosi ha dichiarato che nonostante le polemiche, “non c'è assolutamente alcuna divisione tra questa delegazione e il presidente Bush sui temi in agenda”. La Pelosi ha infatti ottenuto rassicurazioni da parte di Damasco: il presidente siriano, Bashar Assad, ha promesso di usare la sua influenza per sbloccare sia la crisi irachena che quelle in Libano e Palestina. “La via per Damasco è la via per la pace”, ha dichiarato la Pelosi dopo l'incontro.

Nancy Pelosi e Ehud OlmertIsraele. Al suo arrivo a Damasco, la Pelosi aveva dichiarato di portare un messaggio per Assad da parte del primo ministro israeliano Olmert, che si sarebbe detto disposto a riaprire colloqui di pace con la Siria in merito alle alture del Golan, occupate da Israele nel 1967. Ieri però l'ufficio di Olmert ha smentito fermamente, sostenendo che “Pelosi ha tenuto parte delle cose dette durante l'incontro e ha usato solo quelle che le convenivano. Israele continua a considerare la Siria come parte dell'asse del male che incoraggia il terrorismo in Medio Oriente”. Una chiusura, questa, che stride soprattutto a fronte della disponibilità alla trattativa espressa dal presidente siriano. La Pelosi è però riuscita ad accreditarsi nel ruolo di mediatrice tra i due paesi per cercare di concludere la prigionia dei militari israeliani catturati l'anno scorso da Hamas a Gaza e da Hezbollah al confine con il Libano.

Nancy Pelosi e re AbdullahFratelli Musulmani. Nella sua più recente inchiesta, il noto giornalista statunitense Seymour Hersh ha spiegato che, pur di minare l'asse Iran-Siria, gli Stati Uniti hanno cambiato la rotta della loro politica in Medi Oriente, puntando su un'alleanza con Israele e Arabia Saudita che li porta a sostenere i gruppi armati sunniti in Libano, Siria e Iran. I sauditi hanno in comune con Israele il timore di uno strapotere sciita nella regione e, insieme, sono attivamente impegnati a sostenere il governo anti-siriano in Libano, mentre gli Usa starebbero, già da tempo, conducendo operazioni segrete in Siria e in Iran. A fine 2006 il politico druso libanese Walid Jumblatt, alleato del governo di Beirut, ha incontrato il vice presidente Usa, Dick Cheney, per discutere dei modi per destabilizzare Assad e i rapporti tra Damasco e Teheran. Jumblatt disse allora che: “se gli Usa vogliono davvero osteggiare la Siria, i Fratelli Musulmani sono le persone con cui parlare”. Dopo l'incontro con Olmert e Assad, Nancy Pelosi ha proseguito il suo viaggio diplomatico dirigendosi a Riyad, dove incontrerà il re saudita Abdullah.
 

Naoki Tomasini

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