Condannato a morte per corruzione il capo dell'authority per la sicurezza alimentare
Pericolo pubblico. Prima l'avviso di garanzia, poi l'espulsione dal partito, infine la condanna
a morte. Travolta da un colossale scandalo di alimenti adulterati e medicine contraffatte,
la Cina ha trovato il suo capro espiatorio, applicando una sanzione esemplare
- fin troppo esemplare, secondo molti - all'ex direttore della Federal Drug Administration
(Fda), Zheng Xiaoyu. Questi è accusato di aver intascato tangenti per centinaia
di migliaia di dollari da otto ditte farmaceutiche, che grazie a lui hanno potuto
aggirare i protocolli di sicurezza e mettere agevolmente in commercio farmaci
contraffatti. "Il suo operato - recita la sentenza della Corte - ha gravemente
messo a repentaglio l'efficienza dell'azione di monitoraggio e supervisione dell'Fda,
mettendo in pericolo la vita e la salute pubblica, con un impatto sociale assai
negativo".
Dentifricio al solvente. Si tratta di una sentenza assai dura, anche in un Paese che occupa il primo
posto al mondo per condanne a morte, il cui numero supera la somma delle condanne
di tutti gli altri Paesi dove vige la pena di morte. Zheng era un personaggio
molto potente, collocato su uno dei gradini più alti delle strutture statali.
Eletto nel 1998 alla guida dell'agenzia statale, dal 2002 acquisì un potere enorme
quando, nel 2002, il governo stabilì che tutti i farmaci dovessero venire approvati
dall'Fda. Con la sua condanna, che prima di essere confermata dovrà passare attraverso
altri due gradi di giudizio (l'Alta Corte e la Corte Suprema), le autorità di
Pechino reagiscono nel modo più comodo - e nel più rozzo - all'allarme internazionale
scatenato dalla contaminazione alimentare e farmacologica dei prodotti cinesi,
non ultimi i mangimi avariati negli Usa e il dentifricio al solvente in America
centrale e nei Caraibi.
Nessun test sulla sicurezza. Accompagnano la sentenza di Zheng altri due provvedimenti: restrizioni più severe
alla concessione di licenze per i farmaci e, soprattutto, il ritiro di un'enorme
quantità di alimenti non approvati. Per applicare tali misure, novanta ispettori
saranno inviati in 15 province nelle prossime settimane, con il compito di redigere
una lista di compagnie che non rispettano i protocolli di sicurezza alimentare.
Secondo un rapporto del ministero della Salute, nel 2005 si sono verificate 35
mila intossicazioni da cibo, causate da alimenti avariati, ingestione di prodotti
ortofrutticoli o animali contenenti sostanze tossiche e pesticidi utilizzati nell'agricoltura.
Sempre secondo il rapporto, almeno un terzo delle 450 mila industrie alimentari
cinesi non possiedono una licenza. Il 60 per cento, invece, non effettua alcun
test sulla sicurezza degli alimenti.