30/05/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Condannato a morte per corruzione il capo dell'authority per la sicurezza alimentare
Zheng XiaoyuPericolo pubblico. Prima l'avviso di garanzia, poi l'espulsione dal partito, infine la condanna a morte. Travolta da un colossale scandalo di alimenti adulterati e medicine contraffatte, la Cina ha trovato il suo capro espiatorio, applicando una sanzione esemplare - fin troppo esemplare, secondo molti - all'ex direttore della Federal Drug Administration (Fda), Zheng Xiaoyu. Questi è accusato di aver intascato tangenti per centinaia di migliaia di dollari da otto ditte farmaceutiche, che grazie a lui hanno potuto aggirare i protocolli di sicurezza e mettere agevolmente in commercio farmaci contraffatti. "Il suo operato - recita la sentenza della Corte - ha gravemente messo a repentaglio l'efficienza dell'azione di monitoraggio e supervisione dell'Fda, mettendo in pericolo la vita e la salute pubblica, con un impatto sociale assai negativo".
 
Un batterio al microscopioDentifricio al solvente. Si tratta di una sentenza assai dura, anche in un Paese che occupa il primo posto al mondo per condanne a morte, il cui numero supera la somma delle condanne di tutti gli altri Paesi dove vige la pena di morte. Zheng era un personaggio molto potente, collocato su uno dei gradini più alti delle strutture statali. Eletto nel 1998 alla guida dell'agenzia statale, dal 2002 acquisì un potere enorme quando, nel 2002, il governo stabilì che tutti i farmaci dovessero venire approvati dall'Fda. Con la sua condanna, che prima di essere confermata dovrà passare attraverso altri due gradi di giudizio (l'Alta Corte e la Corte Suprema), le autorità di Pechino reagiscono nel modo più comodo - e nel più rozzo - all'allarme internazionale scatenato dalla contaminazione alimentare e farmacologica dei prodotti cinesi, non ultimi i mangimi avariati negli Usa e il dentifricio al solvente in America centrale e nei Caraibi.
 
Pollo con ormoniNessun test sulla sicurezza. Accompagnano la sentenza di Zheng altri due provvedimenti: restrizioni più severe alla concessione di licenze per i farmaci e, soprattutto, il ritiro di un'enorme quantità di alimenti non approvati. Per applicare tali misure, novanta ispettori saranno inviati in 15 province nelle prossime settimane, con il compito di redigere una lista di compagnie che non rispettano i protocolli di sicurezza alimentare. Secondo un rapporto del ministero della Salute, nel 2005 si sono verificate 35 mila intossicazioni da cibo, causate da alimenti avariati, ingestione di prodotti ortofrutticoli o animali contenenti sostanze tossiche e pesticidi utilizzati nell'agricoltura. Sempre secondo il rapporto, almeno un terzo delle 450 mila industrie alimentari cinesi non possiedono una licenza. Il 60 per cento, invece, non effettua alcun test sulla sicurezza degli alimenti.

Luca Galassi

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