I generali di Sua Maestà suggeriscono a Brown di andarsene dal Paese prima del 2008
Via d'uscita. Il ritiro dall'Iraq delle truppe britanniche potrebbe avere finalmente una scadenza
stabilita. Sotto la definizione di 'avviso tattico', lo stato maggiore britannico
ha infatti proposto al ministero della Difesa un piano, da presentare a Gordon
Brown al momento del suo insediamento come Primo ministro, che prevede il ritiro
dei 5.500 uomini impegnati in Iraq 'entro la fine dell'anno'. Stilato dal comandante
in capo delle truppe britanniche nell'Iraq meridionale, il generale Jonathan Shaw,
il piano di ritiro è stato approvato da Graeme Lamb, comandante dell'intero contingente
britannico, e prevede il ritiro graduale dalle due principali basi della città
di Bassora, nel sud del Paese, oggetto negli ultimi mesi di costanti attacchi
con razzi e colpi di mortaio da parte della guerriglia. Secondo quanto riferito
dal quotidiano britannico 'Sunday Times', gli alti gradi sostengono che la proposta
sia la conseguenza di due fatti.
"Accettare la sconfitta". Il primo è che l'addestramento e la 'formazione' dell'esercito iracheno sarebbe
quasi completa, e che la Decima divisione irachena sia in procinto di raccogliere
il testimone dalle truppe di Sua Maestà entro l'anno. Tre brigate hanno già preso
il controllo nelle province di Dhi Qar, Maysan e Muthanna, altre due dovrebbero
essere in grado di sostituire i britannici a Bassora prima del 2008. Il secondo
è che, non essendo in grado di combattere due guerre nello stesso tempo, i generali
preferiscano rinunciare all'Iraq e mantenere la presenza in Afghanistan. La decisione
sarebbe il risultato di una serie di valutazioni strategiche che nascondono una
oggettiva impossibilità di raggiungere risultati concreti. La maggioranza degli
alti ufficiali britannici pensa infatti che il ritiro sarebbe oggi la vittoria
più grande. "Dobbiamo andarcene dall'Iraq e accettare la sconfitta, se non vogliamo
perdere a un livello ancora maggiore", dichiarava alcuni giorni fa il generale
in pensione sir Michael Rose.
Eredità pesante. Gordon Brown, futuro inquilino di Downing Street a partire dal 27 giugno prossimo,
ha sempre evitato di prendere una posizione netta sul ritiro, segnalando tuttavia
l'intenzione di mettere in secondo piano lo sforzo bellico rispetto alla ricostruzione
politica, sociale ed economica del Paese. Il primo impegno internazionale, una
volta assunto l'incarico di Primo ministro, sarà quello di recarsi in Iraq. In
quell'occasione, l''avviso tattico' gli verrà rappresentato dai generali con maggiori
dettagli, e solo allora deciderà quando e come trovare una via d'uscita a un conflitto
che rappresenta il lascito più scomodo e pesante del mandato di Tony Blair.