03/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Continuano le segnalazioni di epidemie di febbre di dengue, con centinaia di vittime
Continuano le segnalazioni di casi, e vittime, della febbre di dengue, malattia infettiva trasmessa dalla puntura di una zanzara, che ormai da diverso tempo fa parlare di sé. Una diffusione dell’infezione in salita, un anno dopo l’altro.
 
Dalle Americhe all’Asia. Decine di migliaia di casi e centinaia di morti. Dopo aver imperversato nei primi mesi dell’anno in diversi Paesi del Sudamerica, come Brasile, Bolivia, Paraguay e Argentina, le ultime segnalazioni vengono dal Sudest asiatico. Il Paese che sembra avere l’epidemia di maggiori dimensioni è l’Indonesia, da cui arrivano notizie di 70mila casi di infezione e quasi 750 morti. In Cambogia, solo quest’anno, il virus della febbre di dengue sarebbe stato responsabile della morte di oltre 100 bambini, mentre in Thailandia si parla di 14 vittime, con 11mila casi di infezione, e in Vietnam di 21 morti con 22mila casi. Non va meglio in Malesia, con 48 morti su 20mila infezioni. Infine Singapore, dove dall’inizio dell’anno sono stati contati due morti e quasi 2.500 casi, un incremento dell’89 per cento del numero di infezioni se messo a confronto con lo stesso periodo dell’anno passato.
 
Milioni di casi ogni anno. La febbre di dengue è una malattia infettiva virale trasmessa da una zanzara, soprattutto del tipo Aedes aegypti, e si presenta con diversi sintomi, come febbre anche alta, dolori al capo, agli occhi, ai muscoli e alle articolazioni, irritazione della pelle. Nella sua forma emorragica, una complicazione che può portare alla morte del malato, oltre alla febbre alta vi sono emorragie. Secondo quanto riportato dall’Organizzazione mondiale della sanità, due quinti della popolazione del pianeta, circa 2,5 miliardi di persone, rischiano di prendere questa infezione e ogni anno vi sono circa 50 milioni di casi di dengue; i ricoveri in ospedale causati dalla forma emorragica arrivano a 500mila l’anno, con 22mila morti, per la maggior parte bambini.
 
Acqua stagnante. Copyright Who/P.VirotSempre più diffusa. Negli ultimi anni è stato notato un notevole aumento nel numero di epidemie, che il secolo scorso si presentavano alternate a lunghi periodi in cui la malattia era assente: ora la febbre di dengue, segnalata solo in 9 Paesi fino al 1970, è presente in oltre 100 e negli ultimi cinquant’anni il numero di nuovi casi di infezione è aumentato di 30 volte. Non solo le epidemie sono più frequenti e geograficamente più diffuse, ma si presentano anche di dimensioni maggiori: in questo senso viene ricordato il 1998, con1,2 milioni di casi e la presenza della forma emorragica in 56 Paesi, e l’epidemia del 2001 nelle Americhe, con 650mila casi (15.500 di dengue emorragica). L’aumento dei numeri della malattia, che l’hanno posta fra le questioni che destano maggiori preoccupazioni nell’ambito della salute pubblica internazionale, vengono fatti risalire alla diffusione dei virus responsabili e delle zanzare che li trasmettono in diverse zone geografiche, come pure all’urbanizzazione rapida e importante. Quest’ultima ha portato molte persone a vivere poveramente, in zone con infrastrutture, gestione dei rifiuti, approvvigionamento e scarico dell’acqua scadenti: tutte condizioni che favoriscono la proliferazione delle zanzare e,con esse, la diffusione della malattia.
 

Valeria Confalonieri

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