PeaceReporter esce dal mondo di Internet e si cimenta con la
difficile sfida della carta stampata, in un momento in cui - come tanti settori
dell’economia italiana - questa è in crisi. Una doppia sfida dunque, che
pensiamo necessaria.
Perché mai come oggi, dalla
seconda guerra mondiale, dalla stesura della Dichiarazione Universale dei
Diritti Umani, dalla creazione delle Nazioni Unite per mettere al bando la
guerra, mai come oggi il mondo è travagliato da conflitti terribili e da
altrettanto terribili violazioni dei diritti più elementari.
Per questo crediamo sia
importante che la voce di chi non ha voce abbia il massimo della diffusione
possibile. Per questo crediamo sia urgente che il mondo venga raccontato
con reportage e testimonianze dirette, con la voce e la penna di chi lo vive,
e
non più solo di chi ne parla o ne scrive. Per capirne le sue
sofferenze, ma anche le tante cose belle e costruttive, le tante "buone notizie"
che troppo spesso non si raccontano.
PeaceReporter è nato come sito Internet quattro anni fa. Allora soffiavano forti venti di
guerra. Oggi quei soffi di vento sono diventati
tempeste.
Ma non ci si può arrendere
all’ineluttabilità del corso della storia, perché essa è fatta dagli uomini
e dalle loro scelte. E dunque noi, invece di arrenderci, raddoppiamo gli sforzi
perché si diffonda una cultura di pace.
Sappiamo di imbarcarci in
un’impresa difficile, ma sappiamo anche che è necessaria.
Il mensile cartaceo di PeaceReporter racconterà il
mondo senza nessun preconcetto, senza nessuna ideologia, ma con
l’esperienza di chi le situazioni di crisi e di conflitto le vive e le ha
vissute. Un'esperienza che ha fatto nascere in tutti noi che scriviamo una
consapevolezza incrollabile: la scelta della guerra è sempre
e comunque sbagliata.
La rivista mensile di
PeaceReporter (di cui potete gratuitamente
scaricare
il Pdf del primo numero promozionale) sarà in vendita nelle librerie
dal
mese di settembre. Ma già oggi
potete abbonarvi per riceverlo ogni mese a casa
a
vostra: il numero di abbonamenti sarà il nostro “indice di gradimento”.
Buona lettura.
Maso Notarianni