Integralisti all'attacco nelle aree tribali per vendicare la Moschea Rossa. Almeno 80 morti
È di almeno 80 morti e decine di feriti il pesantissimo bilancio dei tre attacchi
suicidi sferrati nel fine settimana dagli integralisti filo-talebani nelle aree
tribali al confine con l’Afghanistan. Attacchi scatenati in rappresaglia al blitz
dell’esercito contro la Moschea Rossa della capitale Islamabad.
Tre attentati nel giro di due giorni. Ventiquattro soldati sono rimasti uccisi sabato mattina nei pressi di Miranshah,
nella regione tribale del Nord Waziristan, quando una autobomba è stata lanciata
contro un convoglio militare.
Domenica mattina nella Valle di Swat, Provincia della Frontiera di Nord Ovest
(Nwfp), una colonna dell’esercito è stata investita da ben quattro esplosioni
provocate da due ordigni nascosti a bordo strada e da due autobomba: tredici i
militari morti sul colpo, altri tre in ospedale oggi. Le esplosioni hanno distrutto
anche delle abitazioni adiacenti al luogo dell'attentato, uccidendo sei civili.
Poche ore dopo, nella cittadina di Dera Ismail Khan, sempre nel Nwfp, un kamikaze
si è fatto saltare in aria tra centinaia di aspiranti poliziotti in fila davanti
a un centro di reclutamento allestito nello stadio cittadino: erano ventisei i
morti tra agenti e matricole fino a ieri, il bilancio sta salendo ad almeno una
trentina di deceduti con le morti avvenute stanotte durante il riposo.
La fine della tregua. I segnali premonitori di questa sanguinosa ondata di attentati erano più che
evidenti.
Nei giorni scorsi il consiglio dei capi tribali filo-talebani della regione del
Nord Waziristan aveva preannunciato la fine della tregua siglata lo scorso settembre
con il governo pachistano, chiamando la popolazione alla guerra santa contro il
Governo centrale per vendicare il bagno di sangue della Moschea Rossa. Decisione
confermata sabato dal portavoce delle milizie talebane wazire, Abdullah Farad.
Contemporaneamente nella Provincia della Frontiera di Nord Ovest, dalla sua roccaforte
nella Valle di Swat, Maulana Fazalullah, leader del Tehreek e-Nafaz e-Shariat e-Mohammadi (Tnsm), movimento filo-talebano per l’applicazione della sharìa in Pakistan,
mobilitava le sue milizie ordinando il blocco di tutte le strade della Valle.
Ahmed Rashid: “Musharraf paga il suo errore”. “Nelle aree tribali pashtun al confine con l’Afghanistan si concentrano tutti
i movimenti integralisti filo-talebani del Paese e i gruppi armati, pachistani
e stranieri, legati ad al Qaeda”, ha dichiarato a
PeaceReporter Ahmed Rashid, famoso giornalista pachistano e massimo esperto mondiale di talebani
e integralismo islamico. “Da lì proveniva la stragrande maggioranza delle centinaia
di studenti uccisi o feriti negli scontri alla Moschea Rossa: da quelle parti
ci sono ora migliaia di persone, parenti, amici e compagni delle vittime, che
hanno sete di vendetta”.
“Nella gestione della crisi della Moschea Rossa – commenta Rashid – Musharraf
ha sbagliato tutto: ha ignorato il problema per mesi, quando era ancora possibile
risolverlo pacificamente, lasciando montare la cosa fino a trovarsi in un vicolo
cieco. Alla fine non ha avuto altra scelta se non l’intervento militare, che ora
però gli si ritorce contro”.