05/11/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



E' ancora battaglia negli Stati Uniti sulla copertura sanitaria pubblica per la salute infantile

E' ancora battaglia negli Stati Uniti sulla copertura sanitaria pubblica per la salute infantile. Il presidente George W. Bush deve affrontare un chiarimento con il Congresso dopo aver messo il veto su un progetto riguardante l'aumento della copertura assicurativa. Il Senato ha approvato il piano per 64 voti contro 30 dopo che la scorsa settimana era già stato approvato dalla Camera dei Deputati. Ma il documento non è riuscito a raccogliere abbastanza voti per impedire un nuovo veto presidenziale. Bush rifiuta il piano poiché richiede l'aumento delle tasse sul tabacco. Il Programma assicurativo sulla salute dei bambini (Schip) sovvenziona attualmente quasi 6.6 milioni di persone, la maggior parte di quali sono bambini. Gli aiuti finanziari sono diretti alle persone che guadagnano troppo per far parte del Programma medico per i poveri, ma che non si possono permettere una polizza assicurativa privata. I sostenitori dell'emendamento affermano che con un aumento della tassa federale per le sigarette - il piano parla di 35 miliardi di dollari (circa 24 miliardi di euro) - si potrebbe aiutare 4 milioni di bambini in più a sostenere le spese mediche. Bush è preoccupato che un aumento della copertura dello Schip potrebbe incoraggiare le persone che al momento hanno un'assicurazione privata a passare a quella governativa, e tale prospettiva risulta troppo costosa. “Se il Congresso mi invierà di nuovo questo documento, lo vieterò ancora una volta”, ha riferito il presidente degli Stati Uniti durante una conferenza di affari.


Scritto per noi da
Gavino Maciocco*



Nel 2006 negli USA oltre 47 milioni di cittadini (il 15,8% dell’intera popolazione) sono risultati privi di copertura assicurativa sanitaria. Il fenomeno interessa ovviamente anche i soggetti al di sotto dei 18 anni: 8 milioni e 600 mila, l’11,7 del totale della popolazione di quella età (ma il 14,1% della popolazione nera, e il 22,1% della popolazione ispanica)
Meno nota è invece la modalità con cui tale dato viene raccolto: si tratta di una rilevazione campionaria effettuata dal Bureau of Census (l’Istat americano) che ci dice quante persone in un determinato momento dell’anno sono prive di assicurazione. E’ quindi un dato parziale che esclude gli “hidden unisured”, i non-assicurati nascosti, coloro cioè che in quel momento erano assicurati, ma non lo erano tre o sei mesi prima (o che non lo sarebbero stati tre o sei mesi dopo), le persone con “discontinuous health insurance coverage”, con copertura assicurativa sanitaria discontinua. Secondo laRobert Wood Johnson Foundation, il fenomeno degli hidden uninsured è molto esteso: quasi un terzo degli americani al di sotto dei 65 anni, 74 milioni di persone, nell’arco di 24 mesi rimangono privi di assicurazione sanitaria per un periodo non inferiore ai tre mesi.
 

Può essere utile ricordare che negli USA – oltre alle assicurazioni private, finanziate prevalentemente dai datori di lavoro - esistono due programmi assicurativi pubblici: Medicare, assicurazione federale che garantisce a tutti gli anziani, indipendentemente dal livello di reddito, una copertura sanitaria sia pur con molte limitazioni; Medicaid, assicurazione statale (ovvero gestita dai singoli stati, con contributi federali) volta a proteggere alcune categorie di poveri: donne in gravidanza, famiglie con bambini, anziani, disabili. Una legge del 1997 ha inteso rafforzare la protezione della popolazione infantile con l’istituzione di uno specifico programma affidato alla gestione degli stati, State Children’s Health Insurance Program (SCHIP). Nonostante ciò – i singoli stati applicano propri criteri di eleggibilità nell’accesso ai benefici assicurativi - una parte rilevante di bambini risulta priva di assicurazione o è hidden uninsured.

 
 
Uno studio dell’American Academy of Pediatrics esplora gli effetti della condizione di non-assicurato totale o parziale sull’accesso ai servizi e sulla loro qualità (le percentuali che seguono si riferiscono alle due tipologie di non assicurato): il 15-20% ha ritardato il ricorso all’assistenza medica per il timore di costi eccessivi; il 12-13% non ha ricevuto le cure necessarie perché la famiglia non era in grado di pagarle; il 38-15% non ha un luogo abituale di assistenza; il 58-37% non si sottopone a visite periodiche di controllo (bilanci di salute – well-child visits); il 39-17% viene abitualmente visitato in caso di malattia nei reparti di emergenza degli ospedali. La ricerca evidenzia che queste due ultime categorie di deficit assistenziale riguardano anche i bambini assistiti da assicurazioni private e pubbliche, dove un bambino su quattro non riceve mai visite di controllo e dove un bambino su dieci in caso di malattia viene portato direttamente in ospedale.
 
Di fronte a una proposta parlamentare bipartisan tesa a risolvere con un’apposita legge una delle più palesi ingiustizie del sistema sanitario, ovvero la presenza di milioni di bambini privi di assicurazione sanitaria, il presidente Bush ha posto il suo veto, motivandolo con ragioni “filosofiche”. Il provvedimento favorirebbe “the federalization of health care” (federalization = governo federale) ovvero “la statalizzazione dell’assistenza sanitaria”. “Qui si va al cuore della filosofia di Mr. Bush - scrive P. Krugman in un suo editoriale del New York Times - . Egli vuole che il pubblico creda che il governo è sempre il problema e mai la soluzione. Ma è difficile convincere le persone che il governo è sempre cattivo quando sta facendo delle cose buone. Così la sua filosofia è che al governo deve essere impedito di fare cose buone, anche se può.”

Parole chiave: bush, SCHIP, sanità infantile, Congresso Usa
Categoria: Bambini
Luogo: Stati Uniti