E' ancora battaglia negli Stati Uniti sulla copertura sanitaria pubblica per la salute infantile
E' ancora battaglia negli Stati
Uniti sulla copertura sanitaria pubblica per la salute infantile. Il
presidente George W. Bush deve affrontare un chiarimento con il
Congresso dopo aver messo il veto su un progetto riguardante
l'aumento della copertura assicurativa. Il Senato ha approvato il
piano per 64 voti contro 30 dopo che la scorsa settimana era già
stato approvato dalla Camera dei Deputati. Ma il documento non è
riuscito a raccogliere abbastanza voti per impedire un nuovo veto
presidenziale. Bush rifiuta il piano poiché richiede l'aumento
delle tasse sul tabacco. Il Programma assicurativo sulla salute dei
bambini (Schip) sovvenziona attualmente quasi 6.6 milioni di persone,
la maggior parte di quali sono bambini. Gli aiuti finanziari sono
diretti alle persone che guadagnano troppo per far parte del
Programma medico per i poveri, ma che non si possono permettere una
polizza assicurativa privata. I sostenitori dell'emendamento
affermano che con un aumento della tassa federale per le sigarette -
il piano parla di 35 miliardi di dollari (circa 24 miliardi di euro)
- si potrebbe aiutare 4 milioni di bambini in più a sostenere
le spese mediche. Bush è preoccupato che un aumento della
copertura dello Schip potrebbe incoraggiare le persone che al momento
hanno un'assicurazione privata a passare a quella governativa, e tale
prospettiva risulta troppo costosa. “Se il Congresso mi invierà
di nuovo questo documento, lo vieterò ancora una volta”, ha
riferito il presidente degli Stati Uniti durante una conferenza di
affari.
Scritto per noi da
Gavino
Maciocco*

Nel 2006
negli USA oltre 47 milioni di cittadini (il 15,8% dell’intera
popolazione) sono risultati privi di copertura assicurativa
sanitaria. Il fenomeno interessa ovviamente anche i soggetti al di
sotto dei 18 anni: 8 milioni e 600 mila, l’11,7 del totale della
popolazione di quella età (ma il 14,1% della popolazione nera,
e il 22,1% della popolazione ispanica)
Meno
nota è invece la modalità con cui tale dato viene
raccolto: si tratta di una rilevazione campionaria effettuata dal
Bureau of Census (l’Istat americano) che ci dice quante persone in
un determinato momento dell’anno sono prive di assicurazione. E’
quindi un dato parziale che esclude gli “hidden
unisured”, i non-assicurati
nascosti, coloro cioè che in quel momento erano assicurati, ma
non lo erano tre o sei mesi prima (o che non lo sarebbero stati tre o
sei mesi dopo), le persone con “discontinuous
health insurance coverage”, con
copertura assicurativa sanitaria discontinua. Secondo laRobert Wood Johnson
Foundation, il fenomeno degli hidden
uninsured è molto esteso: quasi
un terzo degli americani al di sotto dei 65 anni, 74 milioni di
persone, nell’arco di 24 mesi rimangono privi di assicurazione
sanitaria per un periodo non inferiore ai tre mesi.
Può
essere utile ricordare che negli USA – oltre alle assicurazioni
private, finanziate prevalentemente dai datori di lavoro - esistono
due programmi assicurativi pubblici: Medicare, assicurazione
federale che garantisce a tutti gli anziani, indipendentemente dal
livello di reddito, una copertura sanitaria sia pur con molte
limitazioni; Medicaid, assicurazione statale (ovvero gestita dai
singoli stati, con contributi federali) volta a proteggere alcune
categorie di poveri: donne in gravidanza, famiglie con bambini,
anziani, disabili. Una legge del 1997 ha inteso rafforzare la
protezione della popolazione infantile con l’istituzione di uno
specifico programma affidato alla gestione degli stati, State
Children’s Health Insurance Program (SCHIP). Nonostante ciò
– i singoli stati applicano propri criteri di eleggibilità
nell’accesso ai benefici assicurativi - una parte rilevante di
bambini risulta priva di assicurazione o è hidden
uninsured.

Uno
studio dell’American Academy of Pediatrics esplora gli effetti
della condizione di non-assicurato totale o parziale sull’accesso
ai servizi e sulla loro qualità (le percentuali che seguono si
riferiscono alle due tipologie di non assicurato): il 15-20% ha
ritardato il ricorso all’assistenza medica per il timore di costi
eccessivi; il 12-13% non ha ricevuto le cure necessarie perché
la famiglia non era in grado di pagarle; il 38-15% non ha un luogo
abituale di assistenza; il 58-37% non si sottopone a visite
periodiche di controllo (bilanci di salute –
well-child
visits); il 39-17% viene abitualmente
visitato in caso di malattia nei reparti di emergenza degli ospedali. La ricerca
evidenzia che queste due ultime categorie di deficit assistenziale
riguardano anche i bambini assistiti da assicurazioni private e
pubbliche, dove un bambino su quattro non riceve mai visite di
controllo e dove un bambino su dieci in caso di malattia viene
portato direttamente in ospedale.

Di
fronte a una proposta parlamentare
bipartisan
tesa a risolvere con un’apposita legge una delle più palesi
ingiustizie del sistema sanitario, ovvero la presenza di milioni di
bambini privi di assicurazione sanitaria, il presidente Bush ha
posto il suo veto, motivandolo con ragioni “filosofiche”. Il
provvedimento favorirebbe “
the
federalization of health care”
(
federalization =
governo federale) ovvero “la statalizzazione dell’assistenza
sanitaria”. “Qui si va al cuore della filosofia di Mr. Bush -
scrive P. Krugman in un suo editoriale del New York Times - . Egli
vuole che il pubblico creda che il governo è sempre il
problema e mai la soluzione. Ma è difficile convincere le
persone che il governo è sempre cattivo quando sta facendo
delle cose buone. Così la sua filosofia è che al
governo deve essere impedito di fare cose buone, anche se può.”