
La Duma, camera bassa del Parlamento
russo, ha approvato oggi all'unanimità la sospensione del
trattato sulla limitazione delle armi convenzionali in Europa (Cfe).
La misura sarà efficace dal 12 dicembre, dopo l'approvazione
del Senato e la promulgazione del presidente Putin. Entrambi questi
passaggi appaiono scontati, ed è quindi molto probabile che la
Russia si sfili dal Cfe.
Il Cfe è il trattato che limita
il numero di armi pesanti dispiegate fra l'Oceano Atlantico e gli
Urali, sorta di confine strategico durante gli anni della Guerra
Fredda. Il Cfe divenne il simbolo del disgelo, in quanto calmierava
la corsa agli armamenti. Già ad aprile di quest'anno, Putin
aveva annunciato l'intenzione di Mosca di recedere dal trattato, in
particolare dopo le polemiche seguite alla decisione degli Stati
Uniti d'America di portare avanti le trattative con stati che prima
della caduta del Muro di Berlino erano nell'orbita strategica di
Mosca.
“Prima di pensare a grandi trattati
su larga scala è necessario che i nostri partner facciano
quello che abbiamo concordato”, ha commentato Serghei Kisliak, vice
ministro degli Esteri del governo russo, in riferimento alla
decisione presa dalla Duma e motivata con la mancata adesione di
tutti gli stati membri della Nato al Cfe.