22/11/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo la manifestazione di domenica a Bruxelles, i giovani belgi superano la crisi con un po' di affetto reciproco
scritto per noi da
Ilaria Addeo
 
"Kiss kiss Belgium" è l’iniziativa lanciata dalle università cattoliche di Louvain (Kul) e di Louvain-la-Neuve (Ucl) per rilanciare la solidarietà tra fiamminghi e francofoni, i due maggiori gruppi linguistici del Paese. Circa cinquecento studenti francofoni e fiamminghi mercoledì pomeriggio si sono scambiati abbracci e bacini in una piazza del centro di Louvain per colmare, almeno simbolicamente, il fossato creatosi tra le due comunità negli ultimi cinque mesi di crisi politica. Il Paese, infatti, è da 163 giorni senza governo.
 
L'organizzatrice della manifestazione di domenica, Marie-Claire HouardGià domenica scorsa, 18 novembre, 35.000 persone di tutte e tre le regioni belghe hanno marciato nella capitale in nome dell’unità del Belgio, al grido “tre lingue, una sola anima, un solo Belgio” (la terza lingua, dopo il fiammingo e il francese, è il tedesco parlato da una piccola minoranza nell'est, ndr). La marcia “nero-giallo-rossa”, completamente apolitica e contro ogni estremismo, è stata una risposta spontanea alla petizione lanciata su Internet qualche mese fa da Marie-Claire Houard. Una cittadina qualunque, che nella sua petizione ha chiesto che “gli uomini politici rispettino il paese e la sua unità” e che si occupino “di problemi veri, quali il lavoro, la sicurezza, la salute, il benessere, l’ambiente … senza sciupare il loro tempo ed il nostro denaro nelle liti che riguardano solamente una piccola minoranza." La petizione di Marie-Claire Houard ha raccolto in pochissimo tempo circa 140.000 firme. "La scommessa è vinta!" ha detto l’organizzatrice, rallegrandosi del grande successo della marcia conclusasi al Parco del Cinquantenario, il grande spazio verde di Bruxelles fatto costruire dal re Leopoldo II in occasione del cinquantenario dell’indipendenza, alla fine del XIX secolo. La petizione è stata poi consegnata al Senato.
 
Tuttavia i negoziati per la formazione di un governo belga procedono ancora a fatica. Come riporta il quotidiano francofono Le Soir, il fiammingo Yves Leterme ha fallito nel tentativo di riunire mercoledì sera i capi di delegazione dell'ipotetica coalizione “blu-arancio” (composta dai partiti di centro-destra fiamminghi e valloni) in vista di riprendere i negoziati relativi alla formazione del governo, fermi da due settimane.
 
Sono soprattutto i francofoni a spingere contro una divisione del Paese. Fino agli anni Settanta le Fiandre erano una regione povera. In Vallonia invece c’erano tante industrie metallurgiche e la regione era il motore trainante del Paese. Ma oggi le parti si sono invertite e le Fiandre rappresentano la regione più ricca, ragion per cui i francofoni non vogliono una scissione dalla parte fiamminga. Tuttavia, come mi spiega Marianne, una partecipante alla manifestazione di Bruxelles, “nelle Fiandre gran parte della popolazione è vecchia, per cui prima o poi verranno da noi a chiedere manodopera giovane”. Quella di Marianne è sicuramente una posizione non troppo imparziale. Suo figlio bilingue, francese e fiammingo, lavora nelle Fiandre, e per poter ottenere il permesso di lavoro ha dovuto ricorrere ad una estenuante burocrazia prima di essere accettato. Nella capitale Bruxelles, tuttavia, sono in molti a volere che il Paese resti unito. Molte famiglie tengono appese alle finestre le bandiere nere gialle e rosse ormai da mesi.
 
Parole chiave: bruxelles, fiamminghi, francofoni, scissione
Categoria: Politica, Popoli
Luogo: Belgio