16/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



La senatrice Lidia Menapace (Rifondazione Comunista) presenterà un'interrogazione sull'operazione 'Sarissa'
Lidia MenapaceLidia Menapace, membro della Commissione Difesa del Senato, presenterà un'interrogazione parlamentare al governo sull'intervento delle nostre forze speciali in Afghanistan.
 
Cosa chiederà al governo?
Chiederò di sapere esattamente com'è la situazione.
 
Il nostro governo ha sempre negato che in Afghanistan vi siano state operazioni 'offensive' da parte del nostro esercito. Pare invece il contrario.
La mia convinzione è che bisogna assolutamente trovare una soluzione per uscire da questo impiccio, chiamiamolo così, ma preferirei definirlo terribile guaio. Se vengono individuate violazioni delle regole di ingaggio, può essere l'inizio di una forte richiesta di ritiro proprio perchè non è stato rispettato ciò che il Parlamento aveva deciso.
 
Forcieri sostiene che in Afghanistan bisogna rimanere a lungo.
Il Sottosegretario Forcieri è molto, come dire 'militarista', lo dico come considerazione politica e non certo valutativa. E' molto incline a un intervento militare. Io no, abbiamo una forte divergenza di opinioni su questo piano, ma non è questo il punto su cui discutere, quanto se gli accordi presi siano rispettati o no. Poi, Forcieri può dire quello che vuole, ma se dice che è impegnato a fare una cosa e ne sta facendo un'altra, dovrà magari ripensarci, rimediare, trovare un'altra strada. Io non voglio essere impegnata nel dibattito su cosa è bene e cosa è male, non è rilevante, se così possiamo dire.
 
Arriviamo al punto 'caldo' della questione: alla luce di questi fatti, cosa cambia in vista del voto per il rifinanziamento, previsto per la fine del mese?
Questo è ancora da vedere. Bisogna verificare in che modo la questione del finanziamento è posta. Per quanto mi riguarda io credo che ci sarà un ampio dibattito al termine del quale il governo deve presentare un piano per il rientro. Io posso accettare di prendere in considerazione ancora dei soldi per la missione in Afghanistan solo se sono legati a un piano per il rientro. Questa è la posizione del mio partito. Un piano che va anche concordato con il governo afgano. Se diciamo 'veniamo via' non possiamo comportarci come un Paese coloniale che arriva e se ne va quando gli pare, ma se decidiamo di sganciarci dobbiamo concordare con loro. L'Afghanistan è un Paese sovrano e dobbiamo stabilire con loro le modalità, i tempi del rientro e via dicendo. Altrimenti ci comportiamo davvero come un Paese coloniale.

Luca Galassi

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