18/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Assolti i funzionari comunisti del Bengala che espropriarono le terre per la fabbrica Tata di Singhur
Un tribunale di Calcutta ha rigettato il ricorso per far dichiarare illegale l'esproprio di alcuni terreni, sui quali in seguito è stata costruita la fabbrica di produzione dell'auto più economica al mondo, la Tata Nano.
 
la presentazione della NanoI ricorrenti hanno accusato il governo del Bengala occidentale di aver espropriato circa 400 ettari di terra coltivabile nella zona di Singhur con la forza. La decisione arriva una settimana esatta dopo il lancio dell'automobile più economica del mondo, la Tata Nano, che verrà appunto prodotta nello stabilimento fondato dal maggiore gruppo industriale indiano, sui terreni espropriati. Secondo gli estensori della sentenza, giudici Ghosh e Nijjar, il governo del Bengala occidentale, che sta provando a rilanciare l'economia bengalese, “non ha agito in violazione della Legge sull'acquisizione dei terreni, né di qualsiasi altro regolamento”.
Secondo il ricorrente principale, signor Mukherji – che aveva presentato con altri 10 proprietari istanza di ritiro degli espropri – il governo aveva preso possesso illegalmente dei terreni, ubicati circa 40 chilometri a ovest di Calcutta.
 
La disputa legale conclude anche un intero anno in cui una frazione scissionista del partito del Congresso, il Trinamul Congress party, aveva contestato con manifestazioni anche violente le concessioni governative verso il gruppo Tata, oramai lanciato verso una dimensione globale, soprattutto dopo i recenti acquisti in gran Bretagna di Rovers e Jaguar nel settore automobilistico.