Assolti i funzionari comunisti del Bengala che espropriarono le terre per la fabbrica Tata di Singhur
Un tribunale di Calcutta ha
rigettato il ricorso per far dichiarare illegale l'esproprio di
alcuni terreni, sui quali in seguito è stata costruita la
fabbrica di produzione dell'auto più economica al mondo, la
Tata Nano.

I ricorrenti hanno accusato il
governo del Bengala occidentale di aver espropriato circa 400 ettari
di terra coltivabile nella zona di Singhur con la forza. La decisione
arriva una settimana esatta dopo il lancio dell'automobile più
economica del mondo, la Tata Nano, che verrà appunto prodotta nello stabilimento
fondato dal maggiore gruppo industriale indiano, sui terreni espropriati. Secondo
gli estensori della sentenza,
giudici Ghosh e Nijjar, il governo del Bengala occidentale, che sta
provando a rilanciare l'economia bengalese, “non ha agito in
violazione della Legge sull'acquisizione dei terreni, né di
qualsiasi altro regolamento”.
Secondo il ricorrente
principale, signor Mukherji – che aveva presentato con altri 10
proprietari istanza di ritiro degli espropri – il governo aveva
preso possesso illegalmente dei terreni, ubicati circa 40 chilometri
a ovest di Calcutta.
La disputa legale conclude anche un intero anno
in cui una frazione scissionista del partito del Congresso, il
Trinamul Congress party, aveva contestato con manifestazioni anche
violente le concessioni governative verso il gruppo Tata, oramai
lanciato verso una dimensione globale, soprattutto dopo i recenti
acquisti in gran Bretagna di Rovers e Jaguar nel settore
automobilistico.