PARTI IN CONFLITTO
1993-OGGI: nella regione del Delta del Niger l’esercito
governativo e le forze di polizia si scontrano con numerose milizie armate.
Queste ultime combattono per i diritti delle comunità locali le quali, secondo
i guerriglieri, non riceverebbero che una minima parte dei fondi provenienti
dallo sfruttamento petrolifero. Dal 2004 il più importante gruppo armato della
zona è la Ndpfv (Niger Delta People’s Volunteer Force), guidata da Moujahid
Dokubo Asari, che nel novembre del 2005 è stato però arrestato con
l’accusa di alto tradimento. I frequenti attacchi agli impianti petroliferi del
Delta, appartenenti a diverse multinazionali del petrolio come la Shell, la
Chevron e l’Agip, si sono di conseguenza intensificati. Nel gennaio 2006 sono
nati altri due gruppi ribelli, il Mend (Movement for the Emancipation of the
Niger Delta) e la Martyrs Brigade, che hanno annunciato un’unione tra le due formazioni. Le
tensioni dovute ai problemi sociali e ai danni ambientali causati dallo
sfruttamento petrolifero hanno dato vita ad un conflitto molto complesso, nel
quale sono coinvolti sia milizie ribelli che gang di semplici delinquenti dedite
al contrabbando dell’oro nero e che combattono tra loro per il controllo del
territorio.
L'ETERNA LOTTA TRA NOMADI E STANZIALI
Nel nord del paese ci sono forti tensioni tra la comunità musulmana di etnia
Fulani, di origine nomade, e altre comunità stanziali. Scontri e vendette hanno
avuto risvolti drammatici in diversi stati: a Jos, nel Plateau State, a Kano,
nel Kano State e a Numan, nell'Adamawa State si sono verificati gli episodi più
sanguinosi nel 2004.
VITTIME
Dal 1993 sono oltre 15.000 le vittime del conflitto. Non si hanno stime esatte
sulle vittime delle tensioni inter-etniche, ma il numero va calcolato in diverse
migliaia.
RISORSE CONTESE
Il petrolio del Delta del Niger.
FORNITURE ARMAMENTI
Il governo riceve armi dalla Russia e informalmente da alcuni governi
europei; nel marzo 2003 gli Stati Uniti hanno sospeso i loro aiuti militari
alla Nigeria per l’opposizione del paese alla guerra in Iraq; nonostante
questo, le compagnie petrolifere operanti nel Delta sono accusate di armare
milizie private per difendere gli impianti.
SITUAZIONE ATTUALE
Dal 2003 l’area dove si sono concentrate le maggiori violenze è
stata quella dei territori del delta del Niger, nel sud del paese. Il conflitto
ha attraversato numerosi alti e bassi, ma nel 2006 gli attacchi
del Mend e della Martyrs Brigade
hanno messo in sera difficoltà le forze di
sicurezza nigeriane, con continui sabotaggi agli impianti petroliferi e
rapimenti del personale straniero. La nuova recrudescenza nel conflitto
ha costretto le compagnie del settore a sospendere in più occasioni le
operazioni, facendo calare la produzione petrolifera nigeriana del 20
percento.
Nel maggio 2004, sugli altipiani del Plateau, le milizie cristiane
Tarok hanno compiuto un nuovo massacro nella guerra che li vede opposti ai
nomadi musulmani Fulani, scatenando le rappresaglie di questi ultimi Le vittime
sono state centinaia, ma nella zona non si registrano più, da allora, scontri
significativi.
Anche gli scontri inter-religiosi scoppiati, sempre nel 2004, nella città di
Kano, non hanno avuto séguito.