Nome ufficiale: |
Republic of The Gambia |
Ordinamento politico: |
Repubblica |
Governo attuale: |
Yahya Jammeh, presidente golpista dal luglio 1994
successivamente legittimato tramite elezioni |
Capitale: |
Banjul |
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Superficie: |
11.300 Kmq |
Popolazione: |
1.400.000 abitanti |
Densità: |
122,9 ab./Kmq |
Crescita demografica annua: |
2,28% |
Lingua: |
Inglese (ufficiale), mandingo, wolof, peul |
Religione: |
Musulmana, cristiana |
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Popolazione urbana: |
26,1% |
Alfabetizzazione: |
37,8% (45% maschi, 30,9% femmine) |
Mortalità infantile: |
9,1% |
Aspettativa di vita: |
53 anni |
Tasso HIV/AIDS: |
1,2% |
Indice sviluppo umano: |
0,452 – 155esimo su 177 stati |
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Moneta: |
Dalasi |
PIL: |
386 milioni USD |
Ripartizione PIL:
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Agricoltura 27,8%; Industria 14,1%; Terziario 58,1% |
Crescita economica (2003): |
8,8% |
Reddito nazionale lordo per ab.: |
310 USD/ab. |
Pop. sotto soglia povertà: |
Non disponibile |
Inflazione: |
14% |
Esportazioni: |
7 milioni USD |
Importazioni: |
183 milioni USD |
Principali risorse economiche: |
Cereali, arachidi, pesca |
Spese militari: |
1 milione USD (0,2% del PIL)
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GEOGRAFIA
Il Gambia, situato a nord del
Golfo di Guinea, è costituito da una lunga lingua di terra lunga 300 km e larga
35, che segue
sostanzialmente il corso dell’omonimo fiume e i cui confini sono delimitati a
ovest dall’Oceano Atlantico. Per il resto, il paese è completamente circondato
dal Senegal. Il territorio è estremamente pianeggiante, tanto che dalla
sorgente alle foci del fiume Gambia c’è un dislivello di appena 10 metri. Il
fiume influenza in gran parte anche il clima del paese, con foreste tropicali
che costeggiano il letto del corso d’acqua e vera e propria savana nei
territori lontano dal fiume. Il clima è temperato, con temperature massime che
oscillano tra i 24 e i 30 gradi tra la stagione secca (novembre-maggio) e quella della piogge (giugno-ottobre).
STORIA
Colonia reale inglese sin dal
1886, il Gambia ha conquistato l’indipendenza nel 1965, nonostante per altri 5
anni la regina Elisabetta sia rimasta il capo di stato ufficiale. Nel 1970
l’allora Primo Ministro Dawda Jawara è divenuto presidente dopo la
proclamazione della repubblica. Il paese ha goduto di una certa stabilità per
tutti gli anni ‘70, grazie anche a favorevoli condizioni economiche che fecero
del Gambia una delle località turistiche più rinomate del continente. Il crollo
del prezzo delle arachidi, principale esportazione del paese, ha procurato al
presidente Jawara non pochi fastidi durante gli anni ‘80, con numerosi colpi di
stato sventati solo grazie alla pronta assistenza del vicino Senegal. Un
tentativo di unione federale tra i due paesi (il Senegambia) lanciato nel 1982
è però fallito nel 1989 e ha portato a forti tensioni nei rapporti bilaterali
per tutto il decennio successivo.
Nel luglio del 1994 una protesta
dei militari per il mancato pagamento del salario si è trasformata in un golpe
da cui è emersa la figura del capitano Yahya Jammeh, che dopo aver preso il
potere ha sospeso la Costituzione e tutti i partiti politici, salvo tornare sui
suoi passi due anni dopo anche in séguito alle pressioni diplomatiche di
Londra. Una nuova Costituzione è stata varata ma le elezioni presidenziali e
parlamentari, che hanno visto il trionfo dell’Aprc (Alliance for Patriotic
Reorientation and Construction), il partito del presidente, sono state boicottate
dall’opposizione e criticate duramente dalla comunità internazionale.
Le proteste a causa del bavaglio
messo agli organi di stampa e ai partiti politici hanno spinto Jammeh a
fare
ulteriori passi avanti: nel 2001 è stato tolto il blocco per i partiti
politici
compromessi con il precedente presidente Jawara e Jammeh è stato
rieletto con
il 53% delle preferenze. Il presidente ha vinto anche le elezioni del
2006, con il 67% delle preferenze, nonostante le accuse di brogli
lanciate dall'opposizione.
POLITICA
Il presidente Jammeh
non sembra intenzionato a cedere il potere, anche perché è deciso a
proseguire
nell’operazione “Tolleranza zero” lanciata nel 2003 contro la
corruzione e il
nepotismo con la benedizione del Fondo Monetario Internazionale. La
stabilità che Jammeh ha bene o
male garantito negli ultimi 12 anni è il miglior viatico per il
presidente, che dopo le elezioni del 2006 non sembra avere avversari
credibili. In questo momento, anche a causa dei provvedimenti
restrittivi adottati dopo le ultime elezioni e a séguito di un tentato
golpe ai suoi danni, il Gmabia è nelle sue mani.
SOCIETA'
Nonostante la mancanza di dati
ufficiali, si sospetta che circa i due terzi della popolazione del Gambia viva
sotto la soglia della povertà. Proprio per questo la prossima campagna
elettorale dovrebbe essere incentrata sulle questioni sociali, tra le quali
spicca la riforma della pubblica istruzione che è una delle più carenti del
continente (neanche il 40% della popolazione è alfabetizzata).
La situazione dal punto di vista
sanitario è migliore, con poco più dell’1% della popolazione (un bilancio più
che lusinghiero per il continente africano) affetto dal virus dell’HIV.
ECONOMIA
Nonostante la recente scoperta di
alcuni giacimenti petroliferi che potrebbero garantire ingenti ritorni
economici, al momento il paese è ancora preoccupantemente dipendente dalle
esportazioni di arachidi (il principale prodotto nazionale) e dal turismo, che
negli ultimi anni sembra essersi ripreso dopo il quasi abbandono del paese nel
2000. Dal 1995 l’economia è cresciuta in media del 5% annuo.
La dipendenza dall’esportazione
di arachidi fa sì che le condizioni economiche e politiche fluttuino a seconda
dei prezzi del mercato internazionale. Non è un caso che il presidente Jawara
sia stato rovesciato in un momento in cui il prezzo delle arachidi era ai minimi
storici.
Mentre non sembrano esserci buone
prospettive a breve termine per una diversificazione dell’agricoltura (solo un
sesto del terreno è coltivabile), il paese sta tentando di attrarre maggiori
investimenti dall’estero grazie a un programma di miglioramento delle
infrastrutture (la rete dei trasporti è piuttosto buona) e alla lotta alla
corruzione, che finora si è rivelata più una comoda scappatoia per regolamenti
di conti politici che altro.
Largamente dipendente dalle
rimesse degli emigrati all’estero (più di 20 milioni di dollari l’anno) il
paese è alle prese con una pesante inflazione (14% lo scorso anno) e con un
programma di privatizzazione delle compagnie statali che gestiscono il
commercio delle arachidi e del cotone, mentre la gestione di porti, servizi
elettrici e telecomunicazioni dovrebbe per il momento rimanere in mano allo
stato.
MASS MEDIA
Gli organi di informazione nel
paese non godono di buona salute. Nonostante vi siano stati dei
miglioramenti
rispetto a 10 anni fa, dal 2002 si registrano numerosi episodi di
persecuzione
nei confronti della stampa locale e internazionale. La legislazione
varata in
occasione delle ultime elezioni è fortemente limitativa della libertà
di
espressione e i giornalisti continuano a essere vittime di aggressioni
fisiche
e di omicidi: si va dall’incendio della casa del corrispondente locale
della
Bbc nel 2004 all’assassinio di Deida Hydara, giornalista dell’Afp e
rappresentante di Reporter Senza Frontiere, nonché feroce critico
dell’attuale
classe dirigente. A séguito delle ultime elezioni, Jammeh ha dato
un'ulteriore giro di vite nei confronti delle libertà di stampa,
incarcerando per mesi alcuni corrispondenti.