Tra proteste e denunce si terranno oggi le elezioni in Gambia per votare il nuovo Capo di Stato. I candidati che si sono presentati per questa tornata elettorale sono tre: il leader uscente Yahya Jammeh (Aprc), e i due rivali all'opposizione, Ousainou Darboe, del "Patito Democratico Unito" (Udp), e Hamat Bah, a capo del "Fronte Unito" (Uf).
I sondaggi danno vincente l'attuale presidente Jammeh, salito al potere con un golpe nel 1994. Come accadde già in passato, anche in questa occasione non sono mancate polemiche attorno ai brogli elettorali commessi dal leader dell'Aprc (Alleanza Patriottica per la Costruzione e l'Orientamento), tanto che i commissari dell'Ecowas, organismo che riunisce 15 Paesi dell'Africa occidentale, si sono rifiutati di mandare i propri osservatori denunciando "intimidazioni commesse dal governo ai danni dei gruppi di opposizione".
Ma il presidente della Commissione elettorale indipendente Gambia, Mustapha Carayol, ha reagito con rabbia alla decisione di Ecowas, dichiarando: "Le accuse sono tutte bugie". Anche gli Osservatori dell'Unione africana (UA), del Commonwealth e l'Organizzazione della Conferenza Islamica (OCI), si sono presentati al monitoraggio della votazione. Sembra quindi che nonostante le polemiche si andrà comunque alle urne.
Yahya Jammeh, tra critiche e proteste, ha già vinto tre volte le elzioni. E' stato accusato più volte di reprimere la libertà di stampa e le opposizioni, nel 2007 sostenne di poter debellare l'Aids con uno strano intruglio composto da erbe, nel 2008 si pronunciò contro i gay, condannandoli alla decapitazione, mentre solo l'anno scorso otto uomini furono giustiziati con l'accusa di complotto contro la sua persona.