Ordinamento politico: Repubblica
Capitale: Santiago del Cile
Superficie: 756 630 kmq
Popolazione: 15.600.000 circa
Lingue parlate: Castigliano e in minoranza alcune lingue amerinde come il Mapuche
Religioni: cattolica 80% protestante 11% altri 9%%
Alfabetizzazione: 95% della popolazione
Mortalità infantile: 8.8% (Italia: 5,7 per mille)
Speranza di vita: 73,3 M, 80 F(Italia: 76 M, 82 F)
Popolazione sotto la soglia di povertà: 20.6%
Prodotti esportati: Rame oro carbone e frutta
Debito estero: 44 bilioni di dollari
Spese militari: nd
GEOGRAFIA
Il Cile è un paese il cui aspetto geografico dipende quasi
esclusivamente dalla presenza delle Ande. Affacciato sull'Oceano
Pacifico a ovest, il Cile a est confina con Argentina e Bolivia e a
nord con il Perù. Nella giurisdizione cilena rientrano anche isole
molto distanti dalla costa come ad esempio la famosa Isola di Pasqua.
Il clima cileno è soggetto a variazioni fortissime data la presenza
delle Ande. Nel centro del Paese il clima è di tipo mediterraneo,
piuttosto mite e poco piovoso.
I fiumi cileni nella stragrande maggioranza dei casi hanno un corso
molto breve e, ad esempio a nord, non arrivano nemmeno a sfociare nel
mare. SOCIETA'
Il motto dei cileni è: "por la razon o la fuerza" e questo fa ben capire che
genere di popolazione sia.
La società cilene è stata abituata a vivere di stenti, soprattutto durante la
dittatura militare di Augusto Pinochet ma anche a combattere per la propria libertà.
Si conoscono in tutto il mondo i murales cileni disegnati per far conoscere la
situazione della dittatura. Molte associazioni di parenti dei desaparecidos, le
persone misteriosamente scomparse durante l'oppressione di Pinochet si sono formate
negli ultimi decenni con lo scopo di far chiarezza sugli avvenimenti e per portare
in giro per il mondo la storia cilena
ECONOMIA
Il Cile è il maggiore produttore di rame del mondo, industria che nel suo complesso
tiene in alto l'economia cilena. Il Cile può anche vantarsi di essere un buon
produttore ed esportatore di frutta di primissima qualità, anche se l'agricoltura
non riesce a soddisfare le esigenze interne della popolazione. L'industria estrattiva
comprende: ferro zinco e oro, ma anche cobalto carbone e zolfo. Gli allevamenti
sono piuttosto pochi vista la composizione geografica del paese. Si calcola che
l'economia cilena si basi anche, in minima parte, sul turismo. Secondo un'indagine
di Wikipedia un visitatore l'anno ogni nove è turista. POLITICA
La politica cilena ha sempre avuto grandi protagonisti sia prima sia
dopo il generale Augusto Pinochet. Dal 2002 però ha dovuto
affrontare una serie di difficoltà. Il presidente Lagos ha dovuto far
fronte a diverse accuse che piovevano sul funzionamento delle
amministrazioni centrali e anche all'interno della coalizione politica
alla quale appartiene la Corcertacion Democratica. Soprattutto sono
stati evidenziati atti di corruzione (come retribuzioni in nero) datati
2003. Il Cile si è rifiutato, con decorrenza 1° gennaio 2003, di
condividere la seconda risoluzione che autorizzava l'entrata in guerra
contro l'Iraq a marzo del 2003, in nome della difesa del ruolo
dell'ONU.
MASS MEDIA
La situazione della stampa in Cile viene considerata da Reporter sans Frontiere
abbastanza buona. Adesso vi sono garanzie di libertà di espressione, di parola
e le varie redazioni di giornali radio e televisioni si possono ritenere libere.
Una vastità di quotidiani è presente su tutto il territorio nazionale che, come
molti altri paesi dell'america latina, fa della radio lo strumento di comunicazione
più diffuso fra la popolazione.
STORIA
Durante della seconda guerra mondiale il Cile si mantenne posizioni di imparzialità
fino al 1943, quando scese in campo coalizzandosi con gli Stati Uniti, contro
la Germania, l'Italia e il Giappone.
Nell'immediato dopoguerra la situazione mondiale andava via via calmandosi ma
all'interno del Cile saliva la tensione sociale con una virata a destra nelle
scelte di politica estera, ad esempio vennero chiuse le relazioni diplomatiche
con gli stati socialisti e si inasprirono la repressione anti-comunista in tutto
il paese.
Il malcontento generale e la crisi economica favorirono l'ascesa del dittatore
Carlos Ibáñes, che diventa presidente nel 1952.
Nel 1958 gli succede Jorge Alessandri che tentò di superare le difficoltà economiche
rafforzando le relazioni e la collaborazione con gli stati aderenti all'OAS.
I problemi restarono in gran parte aperti e vennero aumentati da una serie di
catastrofi naturali (terremoti ed eruzioni vulcaniche) che si abbatterono nel
1960 sulle regioni centro-meridionali.
Nel 1964 viene eletto a presidente Eduardo Frei Montalva, che attuò la riforma
agraria (eliminazione del latifondo), la riforma scolastica (obbligatoria e gratuita
per i primi 8 anni) e l'acquisizione da parte dello stato del 51% delle azioni
di aziende minerarie in mano a compagnie straniere.
La realizzazione incontrò forte resistenza sia dalla destra conservatrice che
dalle sinistre. Nel 1969 le sinistre tolsero la presidenza alla DC, presentando
un candidato unico, Salvador Allende, che esperimentò la via cilena al socialismo.
Il tentativo finì tragicamente nel 1973, con un golpe militare, con l'aiuto della
Cia, che portò al potere una giunta militare retta da Augusto Pinochet Ugarte
e costò la vita ad Allende.
Nel 1980 uno pseudo-referendum, approvò la nuova costituzione; tre anni dopo
le forze dell'opposizione moderata, crearono un fronte comune, che cercò il dialogo
con la parte più moderata che era al potere: un primo risultato si ebbe con un
nuovo referendum (1988), indetto da Pinochet ad un anno dalla scadenza del suo
mandato, che bocciò il regime al potere
Nel 1989 venne eletto a presidente Patricio Aylwin Azócar, a cui succedette Eduard
Frei-Ruiz Tagle (1993), figlio dell'omonimo ex-presidente.
Nel marzo del 2000 viene eletto alla carica di presidente Ricardo Lagos.
E' nel gennaio del 2006 che viene eletta Michelle Bachelet, figlia di uno dei
fedelissimi di Allende ingoiato dalla dittatura, prima donna presidente in un
paese machista e tradizionalista, ragazza madre in uno Stato che è sempre andato
a braccetto con la Chiesa cattolica, e vittima a sua volta dei torturatori di
Pinochet. Un presidente incarnazione di tutto quello che il comandante delle forze
armate autoproclamatosi presidente di una repubblica agonizzante ha rappresentato
per il paese: lutti, sparizioni, terrore, morte della libertà.
Il 10 dicembre dello stesso anno, colpito da un infarto, il generalissimo muore.
Il paese si spacca fra chi lo piange e chi esulta perché "finalmente il demonio
è morto". Nonostante i nostalgici avessero inneggiato ai funerali di Stato, il
governo ha detto no: "è un militare e sarà trattato come tale". No alla presenza
del presidente della Repubblica, ma sì agli onori militari che prevedono anche
di avvolgere la bara nella bandiera cilena.
Fonti:
Wikipedia
Cia Factbook
Lo stato del Mondo