17/03/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



L'Onu ritira i suoi uomini da Mitrovica dopo l'assalto dei serbi kosovoari
''Qui è un inferno, non si capisce più niente. L'Onu sembra avere paura dei dimostranti, come se non volessero davvero fermale le violenze. Non so che pensare...''. E' confuso e preoccupato, al telefono con PeaceReporter, Dragan, serbo di Mitrovica, funzionario di una delle tante agenzie di quella comunità internazionale che da questa mattina è il bersaglio della rabbia popolare della zona settentrionale, e serba, della città del Kosovo.

L'Onu arretra. La polizia dell'Onu, sotto attacco, ha ricevuto l'ordine di ritirarsi non essendo più in grado di controllare la situazione. ''Attorno al palazzo occupato venerdì c'è un gran disordine, si sono sentiti anche colpi di arma da fuoco'', racconta Dragan. Fonti della Kfor, il contingente Nato in Kosovo, e della polizia Onu hanno confermato l'uso, da parte dei dimostranti, di armi leggere e di granate. I fatti: il ritiro arriva dopo una mattinata iniziata all'alba con l'irruzione delle forze internazionali nella sede, occupata da venerdì scorso da manifestanti serbi, di una corte distrettuale gestita dall'Onu. L'operazione ha portato all'arresto di 53 manifestanti all'interno dell'edificio, ma una folla di dimostranti ha tentato di impedire l'arresto. Negli scontri seguiti all'arresto di 53 serbi sarebbero rimasti feriti 13 agenti e 20 manifestanti, di cui due in gravi condizioni. ''La rabbia è nata perché i manifestanti sono ex dipendenti rimasti senza lavoro, ma altre persone dicono che in realtà avessero occupato la corte per protestare contro la dichiarazione di indipendenza del Kosovo'', racconta Dragan. L'Onu ha fatto sapere che i caschi blu si limiteranno a controllare gli accessi a Mitrovica e il ponte sul fiume Ibar che divide la zona serba da quella albanese.

Alta tensione. Il presidente della Serbia Boris Tadic, ha invitato la polizia dell'Unmik e la Kfor in Kosovo ad astenersi dall'uso della forza contro i manifestanti serbi per ''non provocare un'escalation di violenza in tutto il Kosovo''. Ai serbi kosovari Tadic ha chiesto di non provocare le forze internazionali, invitando i leader serbo-kosovari a fare di tutto per calmare la situazione.
Il ministro serbo per il Kosovo, Slobodan Samardzic, in visita nel nord del Kosovo, ha dichiarato che perché si calmi la situzione a Mitrovica devono essere ''immediatamente rilasciati i serbi kosovari arrestati dall'Unmik''. Samardzic ha detto alla stapa serba di ritenere inaccettabile ''questo modo di reagire da parte dell'Unmik, soprattutto perché era stato concordato che non si facesse nulla prima del mio arrivo a Mitrovica''. La tensione resta alta e dimostra ancora una volta come la frustrazione dei serbi del Kosovo, anche nel momento in cui a Belgrado dovessero accettare di ingoiare il rospo, non è placata. 

Christian Elia

Articoli correlati: La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti:
creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità