04/04/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Vertice Nato: più truppe italiane a combattere in Afghanistan
Oggi si conclude il vertice della Nato a Bucarest, in Romania.
Alle pressanti richieste di Bush per l’invio di più truppe in Afghanistan hanno risposto positivamente la Francia (800 soldati), la Polonia (450), la Norvegia (150), la Repubblica Ceca (100) e – nonostante il veto al suo ingresso nella Nato – la Georgia (500 soldati).
L’Italia non aumenterà il numero dei soldati schierati (2.500), ma ne “rimodulerà” la composizione e lo schieramento in modo da avere più truppe da combattimento, tutte concentrate sul fronte di guerra sud-occidentale della provincia di Farah.
 
Carro armato italiano in AfghanistanSubito un Battle Group nell’ovest. Subito dopo le elezioni, dall’aeroporto militare di Bologna partiranno per Herat 450 paracadutisti del 66° reggimento di fanteria ‘Trieste’ della brigata aeromobile ‘Friuli’: andranno a formare subito un Battle Group che verrà impiegato per combattere i talebani nel sud-ovest afgano al posto dell’insufficiente Forza di Reazione Rapida italo-spagnola (250 soldati) che lo ha fatto finora.
Per mantenere inalterato il numero totale delle truppe, torneranno in Italia 450 soldati del 132° reggimento carri della brigata corazzata ‘Ariete’ finora schierati al Prt di Herat.

 
AfghanistanPiù italiani a fianco delle truppe afgane che combattono. L’Italia invierà subito nell’ovest dell’Afghanistan anche una cinquantina di soldati per creare altri tre Team operativi di affiancamento e collegamento (Omlt) oltre i due già presenti. Gli Omlt italiani accompagneranno sul campo di battaglia i soldati afgani del 207° corpo d’armata impegnati a combattere i talebani nella provincia di Farah, dove a questo scopo l’esercito afgano ha appena aperto una nuova base avanzata (nel distretto del Gulistan) nella quale sono da poco stati permanentemente schierati i circa 220 incursori delle forze speciali italiane (la Task Force 45 impegnata nell’operazione ‘Sarissa’).
 
Forze specialiE a settembre un secondo Battle Group sul fronte occidentale. Ma la vera rivoluzione avverrà dopo l’estate, quando quasi tutte le truppe italiane, oggi più o meno equamente divise tra Kabul ed Herat, verranno concentrate sul fronte ovest. Nella capitale, dove adesso ci sono circa 1.200 soldati italiani (solo in minima parte truppe da combattimento), rimarranno circa 500 uomini: gli altri 700 verranno rimpatriati. Altrettanti soldati, truppe fresche, da combattimento, partiranno dall’Italia alla volta di Herat, dove quindi il numero dei nostri militari salirà a circa 2.000 dagli attuali 1.300. A quel punto sarà possibile creare un secondo Battle Group, così da poter combattere i talebani su più fronti contemporaneamente.

Enrico Piovesana

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