19/05/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Elezioni in Kuwait: vincono i salafisti, nessuna donna eletta
Sono partite in ventisette, ma alla fine nessuna ce l'ha fatta. Le elezioni parlamentari in Kuwait si sono tenute, durante il fine settimana, senza sorprese, neanche per le donne (appunto ventisette) candidate. Nessuna di loro è stata eletta e la presenza degli esponenti integralisti in Parlamento è aumentata.

Le elezioni anticipate, dopo quelle del 2006, chiudevano una stagione di aspre polemiche politiche in Kuwait. Tempo fa, dopo che scandali per corruzione e le polemiche per la gestione della rappresentanza politica degli sciiti (messa al bando per un periodo dopo la solidarietà espressa per l'omicidio mirato avvenuto a Damasco di Imad Mughniyeh, leader di Hezbollah), i ministri si erano dimessi in blocco. Adesso si guarda al nuovo Parlamento, dove gli islamisti si rafforzano. L'Alleanza Islamica Salafista, il blocco dei duri e puri, sostenitori di un Islam ortodosso, ha ottenuto quindici seggi su cinquanta, toccando quota ventuno seggi considerando i suoi alleati. Raddoppiando il risultato delle precedenti elezioni. Molto bene anche il blocco sunnita, che ottiene ventuno rappresentanti, mentre segnano una battuta d'arresto i Fratelli musulmani, che scendono da sei a tre deputati. Sette seggi ai liberali, quattro ai nazionalisti, entrambi in calo. Gli sciiti, minoranza turbolenta nel ricco regno del Golfo Persico, saranno rappresentati da cinque deputati, tutti radicali. Due di loro sono ancora sotto inchiesta, perché ritenuti vicini a Hezbollah Kuwait, organizzazione clandestina che s'ispira al movimento sciita libanese.

Come nel 2006, quando le donne hanno potuto votare per la prima volta, nessuna donna è stata eletta nonostante più della metà degli aventi diritto al voto fossero donne. Lo stesso primo ministro del Kuwait, Nasser al-Ahmad al-Sabah, aveva esortato a votare le donne, puntando all'elezione di almeno una di loro come simbolo di progresso per tutto il Paese. Niente da fare, anche se la candidata Asil al-Awadi ha sfiorato l'impresa, restando fuori dal Parlamento solo per un pugno di voti.
Donne e Islam, tema trattato spesso a sproposito. Non a caso, proprio in Kuwait, secondo una ricerca del Sole 24 Ore, c'è una presenza femminile nei consigli d'amministrazione delle aziende quotate in Borsa superiore a quella che si registra in  paesi come l'Italia e il Giappone, dove nessuno si sogna di denunciare la discriminazione delle donne. In Kuwait, appunto, le donne rappresentano il 2,7 percento degli amministratori di grosse imprese, in Italia solo il 2 percento e in Giappone lo 0,4 percento.
La ricerca sottolinea come il Kuwait, assieme all'Oman, sia un'eccezione per la regione. Ma il dato è significativo di come le società islamiche, a volte, si evolvano più in fretta dei pregiudizi.

Christian Elia

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