Messico, le autorità impotenti davanti allo strapotere delle organizzazioni criminali
Sembra per ora che le organizzazioni criminali legate al traffico di droga abbiano
avuto la meglio sulle forze dell'ordine.
I fatti. Siamo a Ciudad Juarez, località messicana nei pressi del confine con gli Stati
Uniti. Da queste parti passa quasi tutta la droga in arrivo dal Sudamerica con
destinazione Stati Uniti. In questa cittadina messicana la polizia, in pratica,
è solo presenza. Una presenza nemmeno troppo fastidiosa per i criminali senza
scrupoli che uccidono tutti quelli che si intromettono nei loro affari. Per evitare
di fare una brutta fine, anche Guillermo Prieto, capo della polizia della piccola
città, ha preso la sua decisione: si è dimesso. Il suo nome, insieme a quello
di altre 22 persone, era inserito in una lista che i criminali avevano stilato.
Di quella lista sette poliziotti sono già morti, uccisi dai killer delle organizzazioni.
E non è servito nemmeno l'ampliamento delle unità di polizia degli e effettivi
dell'esercito inviati nella zona per controllare la situazione. Comprensibile
come la posizione di responsabile della sicurezza della città non sia fra le più
ambite.
La città della morte. Più di settanta morti ammazzati nel solo mese di maggio, trecento dall'inizio
dell'anno. E almeno dieci morti ogni fine settimana: questa è Ciudad Juarez. E
non è stato tenuto conto delle centinaia di donne uccise negli ultimi anni in
questa cittadina diventata per queste morti rosa tristemente famosa.
Ma è il narcotraffico a tenere banco. La violenza espressa dai gruppi criminali
supera davvero tutti i confini, tanto da far piombare il Messico nella lista nera
dei Paesi con maggiore delinquenza organizzata del mondo. Non sono servite a molto
le risposte da parte del Governo, che ha aumentato la forza pubblica, ma ha solo
accentuato la prova di forza fra lo Stato (che utilizza tutte le misure a sua
disposizione per combattere i cartelli) e l'antistato, tanto da portare alla richiesta
di asilo politico negli Usa più di un capo della polizia. Ma sembra che il rischio
che corrono i cartelli della droga valga la pena di essere corso: l'ammontare
del commercio di droga che passa da queste parti è pari a 20 miliardi di dollari
all'anno.
I fattori scatenanti. Certo è che che le misure prese dalla polizia non hanno funzionato benissimo.
Le carenze dei servizi d'intelligence e la debolezza nell'affrontare le bande
criminali hanno fino a oggi contribuito allo sviluppo delle organizzazioni. In
più i gruppi malavitosi hanno potuto contare su appoggi istituzionali: la corruzione
da queste parti è uno dei maggiori problemi della società. La conferma arriva
da Ernesto Portillo, direttore esecutivo dell'Istituto per la Sicurezza e la Democrazia,
che dice: “Non solo non è stato fatto abbastanza, ma i gruppi legati alla delinquenza
messicana sono nati e cresciuti con l'appoggio del potere politico”. Anche il
superesperto di crimine organizzato e narcotraffico, Louis Astorga, è della stessa
idea: “Le organizzazioni criminali hanno dimostrato di avere un potere di fuoco
elevato tanto da tenere a bada anche l'esercito messicano.
Anche il contrabbando di armi ha le sue belle colpe nella situazione messicana. In
ogni caso la lotta alla delinquenza, alla violenza e alla droga deve iniziare
non a Ciudad Jurae, ormai considerata centro di smistamento, ma dai Paesi produttori
come la Colombia.