21/05/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Messico, le autorità impotenti davanti allo strapotere delle organizzazioni criminali
Sembra per ora che le organizzazioni criminali legate al traffico di droga abbiano avuto la meglio sulle forze dell'ordine.

Enorme quantitativo di droga sequestrata dalla polizia messicanaI fatti. Siamo a Ciudad Juarez, località messicana nei pressi del confine con gli Stati Uniti. Da queste parti passa quasi tutta la droga in arrivo dal Sudamerica con destinazione Stati Uniti. In questa cittadina messicana la polizia, in pratica, è solo presenza. Una presenza nemmeno troppo fastidiosa per i criminali senza scrupoli che uccidono tutti quelli che si intromettono nei loro affari. Per evitare di fare una brutta fine, anche Guillermo Prieto, capo della polizia della piccola città, ha preso la sua decisione: si è dimesso. Il suo nome, insieme a quello di altre 22 persone, era inserito in una lista che i criminali avevano stilato. Di quella lista sette poliziotti sono già morti, uccisi dai killer delle organizzazioni. E non è servito nemmeno l'ampliamento delle unità di polizia degli e effettivi dell'esercito inviati nella zona per controllare la situazione. Comprensibile come la posizione di responsabile della sicurezza della città non sia fra le più ambite.

Operazione dell'esercto in Messico per combattere i cartelli della drogaLa città della morte. Più di settanta morti ammazzati nel solo mese di maggio, trecento dall'inizio dell'anno. E almeno dieci morti ogni fine settimana: questa è Ciudad Juarez. E non è stato tenuto conto delle centinaia di donne uccise negli ultimi anni in questa cittadina diventata per queste morti rosa tristemente famosa.
Ma è il narcotraffico a tenere banco. La violenza espressa dai gruppi criminali supera davvero tutti i confini, tanto da far piombare il Messico nella lista nera dei Paesi con maggiore delinquenza organizzata del mondo. Non sono servite a molto le risposte da parte del Governo, che ha aumentato la forza pubblica, ma ha solo accentuato la prova di forza fra lo Stato (che utilizza tutte le misure a sua disposizione per combattere i cartelli) e l'antistato, tanto da portare alla richiesta di asilo politico negli Usa più di un capo della polizia. Ma sembra che il rischio che corrono i cartelli della droga valga la pena di essere corso: l'ammontare del commercio di droga che passa da queste parti è pari a 20 miliardi di dollari all'anno.

Sequestro di cocainaI fattori scatenanti. Certo è che che le misure prese dalla polizia non hanno funzionato benissimo. Le carenze dei servizi d'intelligence e la debolezza nell'affrontare le bande criminali hanno fino a oggi contribuito allo sviluppo delle organizzazioni. In più i gruppi malavitosi hanno potuto contare su appoggi istituzionali: la corruzione da queste parti è uno dei maggiori problemi della società. La conferma arriva da Ernesto Portillo, direttore esecutivo dell'Istituto per la Sicurezza e la Democrazia, che dice: “Non solo non è stato fatto abbastanza, ma i gruppi legati alla delinquenza messicana sono nati e cresciuti con l'appoggio del potere politico”. Anche il superesperto di crimine organizzato e narcotraffico, Louis Astorga, è della stessa idea: “Le organizzazioni criminali hanno dimostrato di avere un potere di fuoco elevato tanto da tenere a bada anche l'esercito messicano.
Anche il contrabbando di armi ha le sue belle colpe nella situazione messicana. In ogni caso la lotta alla delinquenza, alla violenza e alla droga deve iniziare non a Ciudad Jurae, ormai considerata centro di smistamento, ma dai Paesi produttori come la Colombia.

Alessandro Grandi

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità