Venti
mesi dopo il suo arrivo in Iraq, il generale Usa David Petraeus
lascia il comando delle forze Usa nel paese. Un addio adornato da
lodi e ringraziamenti per la cosiddetta surge, il suo piano che ha
contribuito a un miglioramento della sicurezza nel paese. Il comando
delle forze statunitensi passa ora a un altro generale, Raymond
Odierno, che con Petraeus aveva lavorato fino allo scorso febbraio.

Era
presente anche il segretario alla Difesa Robert Gates alla cerimonia,
in una delle ville di Saddam, che ora è parte di una base
militare Usa. Era giunto in Iraq giusto in tempo per benedire il
passaggio di consegne tra i due generali a quattro stelle, davanti a
tutti gli alti gradi delle forze armate e del governo iracheno. “La
storia ti ricorderà come uno dei grandi condottieri americani”
ha detto il segretario alla Difesa, prima di offrire agli astanti una
ricostruzione epica dell'operato di Petraeus. “Il buio era sceso su
questa terra – ha detto –, i mercanti del caos diventavano sempre
più forti e la morte era ovunque. Poi lentamente, ma
inesorabilmente, la marea ha iniziato a defluire. I nostri nemici
hanno preso una batosta terrificante che non dimenticheranno presto.
Rafforzati dalla nostra gente e dal nostro rinnovato impegno, i
soldati iracheni hanno ritrovato coraggio e fiducia, e la gente
dell'Iraq, resistente e rinvigorita, si è sollevata per
riprendersi il proprio paese”. I mesi della gestione Petraeus, che
era subentrato a George Casey, sono stati caratterizzati dall'invio
di cinque brigate di rinforzo nel paese, dalla nascita dell'alleanza
con le milizie tribali dei Consigli del Risveglio, che sono stati di
grande aiuto nella lotta contro Al Qaeda, e dalla svolta di Moqtada
Sadr, che ha imposto un cessate il fuoco alle sue milizie sciite,
l'esercito del Mahdi. Tutti questi elementi hanno portato a una
riduzione della violenza e hanno allontanato l'Iraq dalla guerra
civile in cui stava precipitando. Quando Petraeus prese servizio,
all'inizio del 2007, una media di 55 cadaveri venivano scoperti ogni
giorno, vittime delle violenze tra sunniti e sciiti che oggi sono
fortemente ridimensionate. Secondo altri dati forniti dal generale,
nel giugno del 2007 gli attacchi quotidiani erano mediamente 180,
mentre oggi sono “solo” 25.

Petraeus
ha incassato le lodi di Gates e ha ricambiato, definendo il suo
successore “l'uomo perfetto per l'incarico”. Raymond Odierno
dovrà mantenere i progressi della sicurezza irachena e
proseguire il passaggio del comando dalle forze Usa a quelle
irachene, in vista delle prossime elezioni che si terranno entro la
fine del 2009. Dal prossimo febbraio il Pentagono ritirerà
ottomila soldati dall'Iraq, lasciandone 138 mila, che nelle speranze
di Washington e Baghdad staranno lontani dalle città. Al
momento i soldati Usa non entrano in 14 delle 18 provincie irachene,
che sono state affidate al controllo di Baghdad. Entro il giugno del
2009 il ritiro dalle città dovrebbe essere completo, e già
si parla di un ritiro dal paese entro il 2011. Fu lo stesso Petraeus
a raccomandare al Pentagono di non sopravvalutare i miglioramenti
della sicurezza e a mantenere nel paese almeno 15 brigate da
combattimento. “Gli insorti – ha ammesso anche oggi – sono
ancora in grado di compiere attentati devastanti”. “Al Qaeda in
Mesopotamia è ancora letale, pericolosa e barbara, ma allo
stesso tempo è allo sbando e in fuga, con una reputazione
completamente distrutta” ha aggiunto. A conferma di questo parlano
gli ultimi attentati, come quello avvenuto lunedì, quando una
donna si è fatta esplodere in mezzo agli agenti di polizia
uccidendo 22 persone, o le due bombe esplose martedì,
uccidendo 13 persone nel centro di Baghdad.

Nei prossimi mesi
il generale Odierno dovrà gestire l'assorbimento delle
milizie tribali nelle forze armate irachene, sovrintendere al
processo politico in modo da non escludere alcuna componente etnica e
religiosa e, in particolare, tenendo contro del vicino iraniano, che
con le sue connessioni irachene è ancora in grado di
destabilizzare il paese. Petraeus avrebbe dovuto lasiare l'incarico a
fine anno, ma è stato convino ad anticipare perché nel
frattempo aveva dato le dimissioni il capo del Comando centrale delle
forze armate Usa, l'ammiraglio Willam Fallon, liberando un incarico
prestigioso “ideale per Petraeus” secondo Gates. Da ottobre
quindi, il generale siederà nel quartier generale di Tampa, in
Florida, alla guida delle missioni militari in tutto il Medio Oriente
e nell'Asia Centrale. Ora che l'Iraq è più tranquillo,
l'attenzione militare Usa sembra più interessata
all'Afghanistan, dove verranno presto spediti ulteriori rinforzi.
Tuttavia l'esperienza in Mesopotamia potrebbe tornare utile al
generale, che in un'intervista ha spiegato di avere imparato che non
si può vincere la violenza a suon di azioni militari, ma
servono anche progressi economici e politici: “Non si può
battere un'insurrezione su scala industriale soltando uccidendo e
arrestando”.