16/09/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Il generale Petraeus lascia a Raymond Odierno il comando delle forze Usa in Iraq
Venti mesi dopo il suo arrivo in Iraq, il generale Usa David Petraeus lascia il comando delle forze Usa nel paese. Un addio adornato da lodi e ringraziamenti per la cosiddetta surge, il suo piano che ha contribuito a un miglioramento della sicurezza nel paese. Il comando delle forze statunitensi passa ora a un altro generale, Raymond Odierno, che con Petraeus aveva lavorato fino allo scorso febbraio.

Petraeus (a sn) e Odierno Era presente anche il segretario alla Difesa Robert Gates alla cerimonia, in una delle ville di Saddam, che ora è parte di una base militare Usa. Era giunto in Iraq giusto in tempo per benedire il passaggio di consegne tra i due generali a quattro stelle, davanti a tutti gli alti gradi delle forze armate e del governo iracheno. “La storia ti ricorderà come uno dei grandi condottieri americani” ha detto il segretario alla Difesa, prima di offrire agli astanti una ricostruzione epica dell'operato di Petraeus. “Il buio era sceso su questa terra – ha detto –, i mercanti del caos diventavano sempre più forti e la morte era ovunque. Poi lentamente, ma inesorabilmente, la marea ha iniziato a defluire. I nostri nemici hanno preso una batosta terrificante che non dimenticheranno presto. Rafforzati dalla nostra gente e dal nostro rinnovato impegno, i soldati iracheni hanno ritrovato coraggio e fiducia, e la gente dell'Iraq, resistente e rinvigorita, si è sollevata per riprendersi il proprio paese”. I mesi della gestione Petraeus, che era subentrato a George Casey, sono stati caratterizzati dall'invio di cinque brigate di rinforzo nel paese, dalla nascita dell'alleanza con le milizie tribali dei Consigli del Risveglio, che sono stati di grande aiuto nella lotta contro Al Qaeda, e dalla svolta di Moqtada Sadr, che ha imposto un cessate il fuoco alle sue milizie sciite, l'esercito del Mahdi. Tutti questi elementi hanno portato a una riduzione della violenza e hanno allontanato l'Iraq dalla guerra civile in cui stava precipitando. Quando Petraeus prese servizio, all'inizio del 2007, una media di 55 cadaveri venivano scoperti ogni giorno, vittime delle violenze tra sunniti e sciiti che oggi sono fortemente ridimensionate. Secondo altri dati forniti dal generale, nel giugno del 2007 gli attacchi quotidiani erano mediamente 180, mentre oggi sono “solo” 25.

Petraeus ha incassato le lodi di Gates e ha ricambiato, definendo il suo successore “l'uomo perfetto per l'incarico”. Raymond Odierno dovrà mantenere i progressi della sicurezza irachena e proseguire il passaggio del comando dalle forze Usa a quelle irachene, in vista delle prossime elezioni che si terranno entro la fine del 2009. Dal prossimo febbraio il Pentagono ritirerà ottomila soldati dall'Iraq, lasciandone 138 mila, che nelle speranze di Washington e Baghdad staranno lontani dalle città. Al momento i soldati Usa non entrano in 14 delle 18 provincie irachene, che sono state affidate al controllo di Baghdad. Entro il giugno del 2009 il ritiro dalle città dovrebbe essere completo, e già si parla di un ritiro dal paese entro il 2011. Fu lo stesso Petraeus a raccomandare al Pentagono di non sopravvalutare i miglioramenti della sicurezza e a mantenere nel paese almeno 15 brigate da combattimento. “Gli insorti – ha ammesso anche oggi – sono ancora in grado di compiere attentati devastanti”. “Al Qaeda in Mesopotamia è ancora letale, pericolosa e barbara, ma allo stesso tempo è allo sbando e in fuga, con una reputazione completamente distrutta” ha aggiunto. A conferma di questo parlano gli ultimi attentati, come quello avvenuto lunedì, quando una donna si è fatta esplodere in mezzo agli agenti di polizia uccidendo 22 persone, o le due bombe esplose martedì, uccidendo 13 persone nel centro di Baghdad.

Nei prossimi mesi il generale Odierno dovrà gestire l'assorbimento delle milizie tribali nelle forze armate irachene, sovrintendere al processo politico in modo da non escludere alcuna componente etnica e religiosa e, in particolare, tenendo contro del vicino iraniano, che con le sue connessioni irachene è ancora in grado di destabilizzare il paese. Petraeus avrebbe dovuto lasiare l'incarico a fine anno, ma è stato convino ad anticipare perché nel frattempo aveva dato le dimissioni il capo del Comando centrale delle forze armate Usa, l'ammiraglio Willam Fallon, liberando un incarico prestigioso “ideale per Petraeus” secondo Gates. Da ottobre quindi, il generale siederà nel quartier generale di Tampa, in Florida, alla guida delle missioni militari in tutto il Medio Oriente e nell'Asia Centrale. Ora che l'Iraq è più tranquillo, l'attenzione militare Usa sembra più interessata all'Afghanistan, dove verranno presto spediti ulteriori rinforzi. Tuttavia l'esperienza in Mesopotamia potrebbe tornare utile al generale, che in un'intervista ha spiegato di avere imparato che non si può vincere la violenza a suon di azioni militari, ma servono anche progressi economici e politici: “Non si può battere un'insurrezione su scala industriale soltando uccidendo e arrestando”.
 

Naoki Tomasini

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