05/12/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Ivan Cepeda, portavoce del Movimento colombiano vittime di Stato
scritto per noi da Simone Bruno
in collaborazione con Viola Conti
 
Militari e paracos camuffano uomini comuni uccisi per rappresaglia con divise da guerrigliero. Una maniera per mascherare esecuzioni extragiudiziali e per confondere l’opinione pubblica. Sono anni che le organizzazioni in difesa dei diritti umani denunciano questi crimini. Cepeda racconta come per la prima volta questa denuncia sia arrivata sul tavolo del governo, ma con scarsi risultati
 
L’ultimo scandalo della lunga lista colombiana è quello dei falsos positivos...   
Sì, segnaliamo da due anni un pericoloso aumento di esecuzioni extragiudiziali in Colombia, ossia assassinii commessi dalle forze pubbliche. In pratica si sequestrano persone, si assassinano e poi si presentano davanti all’opinione pubblica come membri della guerriglia o di altri gruppi uccisi durante scontri con l’esercito. Abbiamo preparato un rapporto presentato lo scorso anno, dove abbiamo documentato 950 casi in cui sembrava si fosse verificata questa situazione e in cui si chiedevano indagini ufficiali. Ma il rapporto è stato fortemente criticato dal governo. Oggi siamo nel bel mezzo di un nuovo scandalo: giovani di quartieri popolari o contadini spariscono e ricompaiono morti un paio di giorni dopo, quando l’esercito dice di averli uccisi durante dei combattimenti. E all’opinione pubblica vengono presentati come la prova dei buoni risultati della politica di Seguridad democratica del presidente. Tutto risponde a una logica imposta da Uribe secondo la quale bisogna produrre risultati militari a tutti i costi. Questo è quel che accade in Colombia e a questo proposito vorrei concludere ringraziando PeaceReporter e tutti i suoi collaboratori per la grande dimostrazione di solidarietà che ci ha dato in un momento tanto difficile, quando, dopo le dichiarazioni dell’assessore presidenziale José Obdulio Gaviria contro gli organizzatori della Marcia contro il paramilitarismo del 6 marzo scorso, ci sono piovute addosso una serie di minacce di morte che tuttora continuano. L’informazione e l’appoggio internazionale per noi sono vita.
 
 
Categoria: Diritti, Guerra, Politica
Luogo: Colombia