17/12/2003versione stampabilestampainvia paginainvia



Si muovono in bicicletta portando aiuti e cure mediche
Medici senza frontiereGirano per i villaggi di Bahr-el Ghazal, portando aiuti e cure mediche alla popolazione. Sono infermieri e personale medico. Si muovono in bicicletta.

E’ questa l’ultima iniziativa dell’associazione francese MSF (Medici Senza Frontiere) per combattere l’epidemia di malaria che minaccia la regione meridionale del Sudan.

Da diverse settimane, infatti, molti villaggi e comunità della zona sono state tagliate fuori dal resto del mondo per le frequenti alluvioni che hanno reso strade e mulattiere inaccessibili e impraticabili anche per i fuoristrada.

Dai primi di agosto, quaranta tra infermieri e assistenti del luogo hanno cominciato a pedalare per le aree rurali a bordo di biciclette acquistate da MSF. Con sé portano farmaci e medicinali che salveranno la vita di migliaia di persone.

Medici senza frontiere “La situazione si stava aggravando”, ha raccontato a PeaceReporter Caroline Livio, responsabile del progetto in Sudan. “Avevamo serie difficoltà nel raggiungere le località più remote, le nostre 4x4 continuavano ad impantanarsi nel fango che aveva cancellato qualsiasi via di comunicazione.
Abbiamo quindi deciso di usare la creatività, e la soluzione è arrivata a bordo di queste biciclette”.

Grazie a questa iniziativa sono più di 70mila le persone che hanno finora ricevuto i farmaci nella zona di Akuem e nelle province circostanti. Tra essi, più della metà sono bambini al di sotto dei cinque anni, la fascia di età più esposta al contagio.

“Per ora stiamo ottenendo risultati soddisfacenti”, continua la Livio.
“Ma non è solo di malaria che ci occupiamo a Bahr-el-Ghazal. Ogni estate, durante la stagione secca, gran parte della popolazione è affetta da grave malnutrizione per l’esaurimento delle provviste alimentari accumulate durante i mesi della raccolta.
E’ quella che noi chiamiamo ‘stagione della fame’. Ed è evidente che la scarsità di cibo e la fame, indebolendo il corpo, lo rendono facilmente attaccabile da malattie endemiche come la malaria.”

“Il successo di questa iniziativa non si limiterà solo al Sudan”, conclude entusiasta l’operatrice umanitaria. “Cercheremo invece di estendere questo tipo di intervento a tutte le aree disastrate in cui operiamo”.

Pablo Trincia
 
Categoria: Salute
Luogo: Sudan