16/04/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Il professore che ha percorso migliaia di chilometri per accendere i riflettori sul dramma dei sequestrati ha ricevuto la missiva in queste ore

Scritto per noi da
Simone Bruno

Il professor Gustavo Moncayo, il camminante, ha la voce tremante, rotta dai singhiozzi.

La lettera delle Farc che annuncia che dopo undici anni di sequestro libereranno suo figlio, come ringraziamento a Colombiani e Colombniane per la pace, (una organizzazione della società civile del paese che si batte per la liberazione dei prigionieri di guerra e l'inizio di un negoziato tra governo e ribelli) è appena arrivata. Questo gruppo di intellettuali, gente comune, politici, giornalisti ha iniziato una corrispondenza con le Farc dopo che alla guida di queste ultime è arrivato Alfonso Cano.
Questo gruppo ha già ottenuto la liberazione del precedente gruppo di prigionieri rilasciati unilateralmente che includeva politici, militari e poliziotti.

moncayoUndici anni fa. Pablo Emilio era ancora adolescente quando è stato sequestrato nel 1997 dalle Farc, ma era anche un militare, e per questo è caduto nelle mani dei ribelli.
Il padre, professore, disperato per la mancanza di iniziativa e di dialogo tra governo e guerriglieri, decise il 17 giugno 2007, di camminare da casa sua, a Sandoná, nella regione di Nariño, fino alla capitale Bogotá, più di 1000 chilometri.
Partito solo con sua figlia, dopo pochi giorni vennero soccorsi perché i loro piedi pieni di vesciche non sopportavano ulteriori sforzi. In quel momento il paese e il mondo si sono accorti di lui. Un numero crescente di persone e mezzi di comunicazione hanno cominciato ad accompagnarlo e la sua icona si è arricchita delle catene che suo figlio porta nella foresta ogni notte.

Durante la sua camminata le Farc gli inviarono una prova di vita di Pablo, un video. Il 1 di agosto migliaia di persone lo hanno accolto a Bogotá, dopo 46 giorni e 1200 chilometri.
Anche il presidente lo incontrò pubblicamente nella centrale Plaza de Bolivar, dove Gustavo non lesinò critiche anche molto dure per la mancanza di sforzo per ottenere un accordo umanitario, ossia uno scambio di prigionieri.

Da allora, il professore è rimasto in una tenda in piazza Bolivar per molto tempo, per poi intraprendere una nuova marcia di 1400 km fino a Caracas dove ha incontrato il presidente Chavez.  Quindi è stato aiutato in un tour in Europa, dove ha portato il dramma dei prigionieri alle porte di molti governi.
La lettera delle Farc ringrazia colombianos e colombianas per la pace e dice che appena otterranno le dovute garanzie dal governo libererannno Pablo.

Parole chiave: moncayo, farc, uribe, colombia, sequestrati
Categoria: Guerra
Luogo: Colombia