Il ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman conclude oggi, in Germania, il suo giro di visite ufficiali in Europa che l'ha visto protagonista di incontri al vertice in Italia, Francia e Repubblica Ceca. Lieberman ha tenuto un profilo basso nel viaggio, tentando di smussare l' immagine di ultra nazionalista xenofobo che ha creato con le sue dichiarazioni del passato.
Un tour rassicurante. In molti sono parsi rassicurati dalle sue dichiarazioni, ma mentre in Europa Lieberman s'impegnava per rendersi presentabile alla diplomazia internazionale, il suo 'modello' comincia a venire applicato in patria. Lieberman, a maggio 2004, aveva annunciato il suo piano di separazione tra ebrei e arabi all'interno d'Israele. La teoria che sta alla base del progetto è semplice nella sua brutalità: potrà mai lo stato israeliano fidarsi per davvero del milione e mezzo di arabi che vivono in Israele? Per intenderci si parla di coloro che, nel 1948, dopo la nascita dello stato d'Israele, non abbandonarono le loro case e rimasero in quello che diventava lo stato israeliano. Loro e i loro eredi. Sono tutti cittadini israeliani a pieno titolo, almeno sulla carta, perché i partiti che rappresentano gli arabi israeliani denunciano da sempre discriminazioni e violazioni dei loro diritti civili.
Lieberman, a modo suo, voleva risolvere la controversia, tramite l'immediata espulsione di tutti gli arabi israeliani che non avessero sottoscritto una dichiarazione di 'lealtà' allo Stato d'Israele. Inoltre, nel 2006, dichiarava che tutti i parlamentari arabi della Knesset che, anche in passato, avessero avuto contatti con il movimento di Hamas dovevano essere fucilati.
Il primo passo? Nessuno è stato fucilato, per il momento, ma a quattro cittadini israeliani arabi è stata tolta la cittadinanza. E' accaduto ieri, proprio mentre Lieberman si aggirava per l'Europa tranquillizzando i suoi interlocutori. E non era mai accaduto prima. Inoltre alcune fonti parlano di altri trenta casi, ma mancano conferme. L'iniziativa è partita da l ministro degli Interni Eli Yishai, esponente del partito ultraortodosso Shas. L'accusa è grave: essere fiancheggiatori di gruppi nemici d'Israele. Ma cosa s'intende per fiancheggiatori? Ci sono prove giudiziarie a loro carico che li collegano in modo indiscutibile a un atto terroristico commesso in Israele o all'estero contro obiettivi israeliani? No, nessun legame inconfutabile. Sono tutti cittadini che hanno lasciato il Paese e si sono trasferiti in paesi ritenuti nemici d'Israele. Lieberman, d'altronde, non ha mai nascosto le sue idee. Frasi come: ''Gli arabi israeliani vogliono godere di tutti i vantaggi dell'Israele moderno, ma d'altro canto vogliono distruggerci dall'interno" (2007), oppure "Israele é sotto un doppio attacco terroristico: dall'interno e dall'esterno. E il terrorismo dall'interno é sempre più pericoloso del terrorismo dall'esterno" (2009) rendono in modo evidente il 'piano Lieberman'. Che, forse, è già iniziato.
Christian Elia