Scritto per noi da
Mario Polanco
Il governo di Alvaro Colom si è mosso come un elefante in una cristalleria in quest'ultima settimana. Invece di dare la dovuta importanza al video nel quale Rodrigo Rosenberg accusa molti funzionari e personaggi della vita pubblica nazionale, si è dedicato in maniera infantile ad accusare che tutto è parte di un piano di destabilizzazione, senza mai nemmeno accennare da che parte provenga questo fantomatico piano.
Il video è stato confermato essere reale, e come non è possibile che sia frutto di una montatura, non è possibile nemmeno che sia frutto di un piano destabilizzatore, perché questo implicherebbe che Rodrigo Rosenberg si è sacrificato solo per rendere operativo questo piano a cui il presidente fa riferimento.
In balia delle onde. Il paese è in crisi, la popolazione è scesa per le strade a chiedere giustizia e le autorità si ritrovano a camminare senza una rotta. Sono state arrestate persone per il solo fatto che avevano osato distribuire ad amici il video di Rosenberg o solo per aver inviato un e-mail sul fatto che la banca menzionata nel video sta per spaccarsi. Eppure gli arrestati sono semplici cittadini o conto correntisti che hanno espresso la loro contrarietà al governo della Une. Stando così le cose, è sorprendente come il Pubblico Ministero si sia mosso conta tale e tanta professionalità, in un paese dove si indaga solamente l'1 percento dei delitti, specialmente quando ci si trova di fronte a piccoli delinquenti, e dove mai si aprono procedure in casi dove sono coinvolte personalità di un certo livello.
La mala gestione. Alvaro Colom e il suo governo sicuramente non sanno ancora come rispondere ai guatemaltechi e alla comunità internazionale, dato che questo caso ha oltrepassato le frontiere: ancora nessun coinvolto nel caso è stato catturato, nessuno è stato destituito e ancor meno denunciato. Quindi cosa dire sull'avanzare delle indagini? Poco, e anzi, il Pubblico Ministero è stato molto indebolito e messo in discussione per la mala gestione di questo caso.
Il problema è che corriamo il rischio di ritrovarci senza testa e di iniziare a marciare senza rotta, perché quando la popolazione perde la fiducia nelle sue autorità quello che arriva è una ingovernabilità maggiore e con essa maggior corruzione e violenza di quelle che già abbiamo. Speriamo che il Guatemala non stia avanzando verso la consolidazione di quello che alcuni chiamano "Stato fallito", perché significherebbe perdere ogni possibilità di continuare a percorrere la via che dovrebbe intraprendere ogni paese che va verso la consolidazione della democrazia e della pace.
La torta. Il presidente deve sottomettersi alla giustizia, deve permettere che si possa investigare, ma anche deve impedire che la signora Sandra Torres (sua moglie n.d.t.) continui ad avere la fetta di potere che possiede, potere che solo ha permesso l'arricchimento illecito di alcuni. Inoltre deve destituire immediatamente il suo esperto di finanza e segretario privato Gustavo Alejos e permettere che venga catturato e processato per le denuncie che Rodrigo Rosenberg fa contro di lui.
Nel caso dei personaggi che non sono funzionari del governo, non ci sono problemi di destituzioni, perché la palla dovrebbe passare al pm che, con un atto di professionalità, dovrebbe procedere a catturarli, indagare e se è il caso rinviarli a giudizio. Solo così si potrà restituire alla popolazione la fiducia nelle autorità e mantenere un minimo dei margini di governabilità.
Tradotto da Stella Spinelli