04/06/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



La Corte Suprema continua a indagare per lo scandalo "Yidispolitica". Altri personaggi vicini a Uribe nell'occhio del ciclone

La riforma costituzionale che permise al presidente Alvaro Uribe di ricandidarsi per un secondo mandato resta al centro di uno scandalo giudiziario che sta mietendo vittime eccellenti. La Sala Penal della Corte Suprema di Giustizia ha condannato due ex parlamentari, Teodolindo Avendaño e Iván Díaz Mateus, per aver accettato favori del governo Uribe in cambio del loro sì alla riforma. Il primo dovrà scontare otto anni per arricchimento illecito e corruzione, il secondo, sei anni per concussione.
Adesso sono già tre i parlamentari colombiani condannati per i medesimi fatti. La prima a cadere fu Yidis Medina, arrestata nel 2008.

uribeE non finisce qui. Lo scandalo per i favori dati in cambio di voti pro rielezione di Uribe è ormai conosciuta come la 'Yidispolítica'. Nel caso di Avendaño, che si era più volte esposto per il no, si trattò di un'assenza improvvisa dall'aula al momento della votazione, che favorì il trionfo dell'iniziativa, la quale permise a un presidente di essere rieletto dopo cento anni di assoluto divieto. Il tutto in cambio di prebende burocratiche.
Diaz, invece, secondo la Corte Suprema, fu colui che fece pressioni su Yidis Medina affinché votasse a favore, nonostante la sua dichiarata opposizione alla riforma.
In questo scandalo sono in corso di verifica i ruoli di altri personaggi: un ministro, un ambasciatore e altri funzionari ed ex funzionari del governo.
Un caso che getta ombre di incostituzionalità sull'attuale mandato di Alvaro Uribe, e proprio mentre il Congresso ha indetto un referendum che potrebbe permettere un'ulteriore riforma della Costituzione e lanciare Uribe verso il terzo mandato consecutivo.

 

Parole chiave: yidispolitica
Categoria: Elezioni
Luogo: Colombia