26/06/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Nel rapporto "Diamonds in the Rough" le prove di sepolture di massa. I proventi delle miniere agli ufficiali di Mugabe

Human Rights Watch denuncia l'esercito dello Zimbabwe d'aver ucciso più di duecento persone per prendere possesso delle miniere di diamanti di Marane e di aver costretto dei bambini a lavorarci.

Nel rapporto intitolato "Diamonds in the Rough" i ricercatori di Hrw hanno raccolto la testimonianza di più di cento persone, fra minatori, poliziotti, soldati, ufficiali e bambini, che descrivono dettagliamene gli abusi commessi dall'esercito di Harare, per ottenere il controllo sulle miniere di Marane. I fatti contestati risalgono al 2006, quando le miniere furono scoperte e i gli abitanti dei villaggi incominciarono a spostarsi nell'area e a trovare diamanti poco sotto la superficie. Per prendere possesso dell'area, gli elicotteri dell'esercito iniziarono a sparare contro i minatori, mentre le truppe di terra cacciavano gli abitanti dalla zona. I ricercatori di Hrw hanno dichiarato di aver raccolto prove di sepolture di massa. Nel rapporto si legge anche che i proventi della miniera sono finiti nelle tasche degli ufficiali fedeli al presidente Robert Mugabe.
Il vice ministro per le Miniere, Murisi Zwizwai, ha smentito ogni accusa, sostenendo che la presenza dell'esercito in quella regione si era resa necessaria per motivi di sicurezza, non essendo possibile delimitare la zona.
Si stima che in Zimbabwe l'industria dei diamanti valga 200 milioni di dollari al mese, ma nel 2007, la Mining Development Corporation, la compagnia estrattiva di stato, ha dichiarato proventi solo per 15 milioni di dollari

Categoria: Diritti, Politica, Armi, Economia
Luogo: Zimbabwe