23/07/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo la cancellazione della nakba dai libri di scuola, ecco la propaganda anti palestinese

Non c'è pace tra gli ulivi è un proverbio abusato, ma che in Terra Santa torna purtroppo sempre d'attualità. In un momento in cui l'aspetto militare del conflitto vive un momento di stasi, ecco un'impennata della tensione interna alla società israeliana.

Una vera crociata. L'ultima trovata del ministro degli Esteri di Tel Aviv, Avigdor Lieberman, sempre più lanciato nella sua crociata contro gli arabo israeliani (palestinesi che dopo il 1948 non hanno abbandonato le loro case diventando cittadini israeliani) è un colpo doppio alla storia. Prima ha spinto il ministro dell'Istruzione d'Israele, Gideon Saar, a cancellare la nakba, la catastrofe, come i palestinesi chiamano la nascita dello Stato d'Israele, nei loro libri di storia. Poi, per rincarare la dose, ha annunciato attraverso un portavoce che venga inviata a tutte le delegazioni diplomatiche israeliane nel mondo una copia della foto che ritrae il dittatore nazista Adolf Hitler e il Gran Muftì di Gerusalemme Haji Amin al-Husseini, scattata a Berlino a novembre del 1941. Al-Husseini era un nazionalista palestinese che, durante la Seconda Guerra mondiale, quando la vittoria delle potenze dell'Asse sembrava scontata, si recò da Hitler per ottenere garanzie sulla futura indipendenza degli arabi e sul fatto che non sarebbe mai stata concessa la nascita di uno stato ebraico in Palestina.

Le mani sulla storia. ''E' importante che il mondo conosca la storia'', ha dichiarato un portavoce di Lieberman.L'iniziativa, con la richiesta per i diplomatici israeliani di dare la massima pubblicità alla foto nelle occasioni pubbliche, arriva dopo che la scorsa settimana il governo Usa aveva chiesto a quello israeliano di fermare la costruzione di venti appartamenti di coloni presso lo Shepherd Hotel di Gerusalemme est, un tempo di proprietà dello stesso al-Husseini. Personaggio, quest'ultimo, per lo meno discutibile. Ma non si fa un favore alla pace o alla storia estrapolando quella foto da un contesto che vedeva Hitler combattere gli inglesi, potenza coloniale in quel mentre in Palestina, e la Germania nazista possibile nuova padrona della Terra Santa. Al-Husseini non è difendibile, ma lo è ancor meno l'uso strumentale di quella foto 58 anni dopo i fatti e facendo di al-Husseini la sineddoche di tutti gli arabi.
 
La politica di Lieberman è sempre più esplicita in chiave anti araba. Sono più di un milione i cittadini israeliani di origine palestinese e, dal suo insediamento, il leader xenofobo non perde occasione per attaccarli e, secondo alcuni, per spingerli ad abbandonare il Paese. Quello che segue è il dossier di PeaceReporter, che raccoglie tutti gli articoli sulla questione che alcuni già chiamano pulizia etnica. Come lo storico Ilan Pappé, del quale ripubblichiamo una recente intervista.

Christian Elia

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