04/11/2009versione stampabilestampainvia paginainvia



Resta oggi solo una cicatrice. Il 9 novembre 1989 il Muro è scavalcato, gli squilibri stratificati divenuti normalità saranno sradicati in pochi mesi. Nelle menti dei cittadini dell'Est le mappe mute dell'Ovest si riappropriano di strade e colori. La curiosità del bastione capitalista si spinge veloce nelle architetture oltre Cortina. Sembra un paradosso, ma quei reticolati e recinzioni lungo quasi settemila chilometri erano punti di sutura spinati che trattenevano a stento l'impossibilità di scrivere confini innaturali.

Restano della Cortina di Ferro solo tracce evanescenti, ruderi divenuti stele di memoria dolorosa o attrazione di un turismo delle icone del Novecento.

Il numero speciale del mensile di PeaceReporter e questo webdocumentario che sta raccogliendo grandi favori della critica internazionale nasce da una cartina appesa a un muro e uno sguardo insistito lungo quella ferita che correva dalle temperature artiche di Murmansk fino al confine con la Tracia. Venti anni fa i bruschi cambiamenti e il crollo del blocco dell'Est avevano un nuovo volto, nobile: quello del passaggio alla Libertà. Venti anni dopo in un contesto economico, politico e sociale stravolto, un gruppo eterogeneo di inviati si è mosso per comprendere e raccontare schegge di quotidianità, di pensiero di quanti abitano quella cicatrice. Andare a toccare il legno dei cancelli proibiti, sentire le voci di chi ha vissuto perpendicolare e parallelo al mondo delle ideologie e di quanti la Cortina non l'hanno mai conosciuta.

Abbiamo viaggiato verso Nord e verso Sud, epicentro Berlino, per le firme di Luca Galassi e Nicola Sessa. Il progetto lungo la Cortina di Ferro non sono solo parole e foto, ma come potete vedere da oggi anche un prodotto multimediale realizzato con Prospekt photographers, BeccoGiallo, la regia di On/ Off.

Quello che resta dello sfregio del secondo dopoguerra, lungo migliaia di chilometri, sta nelle storie cercate o casuali che abbiamo incontrato. La libertà è un pensiero, un bisogno prorompente che divelle qualsiasi gabbia. Non può, per sua natura, finire ostaggio di una sola visione del mondo, una volta scavalcato il Muro.
La cicatrice resta ben visibile, ancora oggi.

Angelo Miotto

Categoria: Storia
Luogo: Germania