Il parlamento del Kurdistan iracheno denuncia le insolite stime demografiche collegate alla nuova legge elettorale. Secondo il presidente dell'assemblea Kamal Kirkuki, il governo avrebbe registrato un aumento "né logico né naturale" degli elettori nelle province non curde del paese.
In alcune province sunnite come Mossul, Salah al-Din e al-Anbar le stime superano il 30 percento. Mentre a Sulaymaiya, capitale del Kurdistan iracheno, sono ferme a zero. In mancanza di un censimento affidabile in tutto l'Iraq, il parlamento curdo chiede di adottare per tutte le province del paese la stima del 3 percento, che è la media a livello internazionale.
Per bloccare l'iter della nuova legge elettorale in attesa di stime più affidabili, Kirkuki ha scritto al presidente della Repubblica Jalal Talabani chiedendogli di porre il veto all'approvazione del decreto. Il parlamento curdo ha invitato Talabani a resistere alle pressioni esterne e a sporgere denuncia alla Corte federale per i dati diffusi dalla Commissione elettorale, ritenuti "non credibili".