08/02/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Laura Chinchilla ottiene il 46,7 percento delle preferenze. Ottòn Solis e Otto Guevara si fermano rispettivamente al 25 e al 20 percento.

Scritto per noi da
Maurizio Campisi

C'è una singolare iniziativa che dimostra il profondo significato delle elezioni in Costa Rica. Lo stesso giorno in cui si vota per decidere presidente della Repubblica e deputati, i seggi aprono anche per il voto dei bambini. È una maniera di avvicinare alla democrazia ed al valore del voto i piccoli che crescono, un modo caratteristico di fortificare la tradizione di questo paese, anomala nel contesto centroamericano. È una delle tante sfumature, l´ennesima, di quella che è una festa popolare, un´elezione che qui in Costa Rica è vissuta senza animosità o drammi. Anche questo 7 febbraio, la gente si è assiepata presto ai seggi -che hanno aperto alle sei di mattina-, animando i centri di raccolta voti con la particolare spontaneità ed entusiasmo che caratterizza questo appuntamento. All´ingresso dei seggi l´ambiente era ancora una volta quello di una festa: banchi di propaganda dei partiti, bandierine colorate, venditori ambulanti, cortei di sostenitori hanno accompagnato i votanti fino all´ultimo passo verso le urne.
La giornata, poi, è trascorsa senza incidenti. In tutti i punti del paese, i canali di televisione hanno mostrato il clima di festa che ha accompagnato il voto. Agli osservatori dell´Osa, dislocati in vari seggi, non è rimasto che confermare il carattere completamente sereno delle elezioni. Mano a mano che si avvicinava l´ora di chiusura delle urne, il centro della capitale San José -così come quelli delle altre città del paese- si è riempito di caroselli di auto e di una folla eterogenea che aspettava l´esito della votazione. Il Parco centrale di San José si è trasformato in una baraonda di colori e musica, dove le bandiere dei vari partiti si mischiavano tra loro mentre le auto avanzavamo a passo d´uomo tra telecamere e spettacoli improvvisati.
I primi risultati parziali sono giunti poco dopo le otto di sera, come aveva annunciato in mattinata il presidente del Tribunale elettorale, Luis Antonio Sobrado, ed è apparso subito scontato, con un 11 percento dei voti scrutinati, che non ci sarebbe stato ballottaggio. Laura Chinchilla, la candidata di Liberación Nacional, è apparsa immediatamente al sicuro da sorprese grazie ad una percentuale che, per tutta la serata, si è poi mantenuta attorno al 47 percento

La reazione degli avversari non è tardata. Il primo a riconoscere la vittoria dell´ex-vicepresidente di Óscar Árias è stato Ottón Solís, il candidato del Pac (Partido de Acción Ciudadana), secondo per una manciata di voti nel 2006. Già alle nove di sera, in un accorato discorso, si è congratulato con la Chinchilla ed ha ringraziato tutti gli elettori per l´ennesima prova di democrazia dimostrata. Solís ha visto da subito svanire la possibilità di andare al ballottaggio, ma soprattutto ha dovuto prendere atto di come il suo partito abbia perso una grossa fetta di voti in relazione alla passata contesa. Un risultato che porta il partito di centrosinistra a dover interrogarsi sul futuro della leadership e del modo di fare opposizione.
Mezzora più tardi è toccato a Otto Guevara, il candidato del Movimiento Libertario, fare le congratulazioni alla Chinchilla. Più agguerrito di Solís, Guevara ha ribadito il ruolo oppositore del suo partito che è cresciuto in percentuale, anche se non come i sondaggi indicavano alla vigilia del voto.
Indicativamente Laura Chinchilla si è stabilita sul 47,7 percento, Solís al 25 percento e Guevara al 20 percento, percentuali parziali che consegnano 24 deputati al partito di governo Liberación Nacional, 10 al Pac e 9 al Movimiento Libertario. Più indietro, con appena il 4 percento e sei deputati c´è Luis Fishman, il rappresentante del Pusc (Partido de Unidad Socialcristiana).
Laura Chinchilla è diventata così il primo presidente donna nella storia del Costa Rica, un evento di grande portata. Non è comunque la prima in Centroamerica, già che l´hanno preceduta in Nicaragua Violeta Barrios de Chamorro e a Panama Mireya Moscoso.

Prossima a compiere 51 anni, esperta in scienze politiche, sposata e con un figlio tredicenne, la Chinchilla è stata vicepresidente dell´attuale amministrazione Árias, nonchè titolare del Ministero di Grazia e giustizia. Alle dieci di sera si è presentata davanti ai suoi sostenitori, circa cinquemila persone, nel piazzale di un hotel della capitale per ringraziare la fiducia dell´elettorato e per ribadire ancora una volta che non sarà la portavoce della potente famiglia Árias (come i suoi detrattori hanno sostenuto durante la campagna), ma che manterrà la propria indipendenza di criterio per le grandi sfide che attendono il Paese.
Un´ultima nota, dolente per un processo democratico. Ancora una volta l´astensionismo è stato tra i protagonisti, con un 32 percento a livello nazionale ed una cifra record del 40 percento registrata nella regione pacifica di Puntarenas. Proprio qui, tra disoccupazione e narcotraffico dilagante, si trova la prima delle grandi sfide del nuovo presidente: quella di dare fiducia e programmi ad una provincia che ha subito più di tutte i cambiamenti sociali in atto nel Paese.
La cerimonia di insediamento è fissata per il prossimo 8 maggio.

 

 

Parole chiave: elezioni, costa rica, chinchilla, arias, nobel pace
Categoria: Elezioni
Luogo: Costa Rica