Domenica mattina i generali Nato che guidano la grande offensiva lanciata venerdì notte contro la roccaforte talebana di Marjah, nella provincia meridionale di Helmand, hanno dichiarato di aver occupato gran parte della città, ma che i combattimenti continuano nei quartieri dove centinaia di guerriglieri talebani si sono asserragliati.
"Siamo in quasi tutta la città, ma gli insorti resistono in alcune zone", ha dichiarato il colonnello Josh Diddams, portavoce dei marines Usa. "All'inizio ci hanno accolto con agguati, ora però hanno preso posizione difensiva".
Nei quartieri di Marjah dove i soldati americani sono riusciti a entrare sono in corso rastrellamenti e operazioni di bonifica del terreno dalle centinaia di mine disseminate dagli insorti. "In queste aree gli uomini stanno avanzando molto lentamente perché è pieno di cecchini", ha dichiarato il generale dei marines Larry Nicholson.
Nel frattempo, le truppe britanniche hanno occupato tutti i villaggi a nord e a ovest di Marjah per tagliare le vie di fuga ai guerriglieri.
Il bilancio provvisorio dell'operazione Moshtarak è di 27 guerriglieri afgani e 5 soldati alleati uccisi, più decine di feriti da entrambe le parti. Anche molti civili residenti in zona sono rimasti feriti nel corso dell'attacco dei marines: lo ha reso noto la Croce Rossa Internazionale che ha allestito un piccolo pronto soccorso in un villaggio della zona dove sono arrivate decine di persone.