Il ministro degli Interni israeliano ha approvato oggi la costruzione di 1600 nuove unità abitative nell'area di Gerusalemme Est, nei pressi del quartiere ultra-ortodosso Ramat Shlomo.
Secondo quanto descritto nel rapporto ministeriale, redatto dal comitato per la pianificazione del distretto di Gerusalemme, con a capo Ruth Yosef, circa il 30 percento delle nuove abitazioni saranno riservate alle giovani coppie; nel piano sono compresi inoltre strutture pubbliche e un nuovo parco centrale.
Meir Margalit, rappresentante del partito Meretz al consiglio cittadino di Gerusalemme, ritiene che il rapporto possa costituire un grave ostacolo alla visita del vice presidente statunitense Joe Biden, dichiarando che "senza dubbio non si tratta di una coincidenza", e definendo l'annuncio "una risposta dell'esponente del partito ultra-ortodosso Shas Eli Yishai alla buona volontà di Netanyahu di intraprendere nuovi colloqui di pace con i palestinesi".
Margalit ha inoltre aggiunto che il nuovo piano è da considerarsi "una provocazione nei confronti degli Stati Uniti e del Primo Ministro", mentre il negoziatore palestinese Saeb Erekat ha definito la mossa israeliana come "una politica sistematica di distruzione del processo di pace".