22/03/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Dall'ospedale dell'ong italiana: ''Continuiamo a vedere elicotteri e caccia, a sentire esplosioni e a ricevere feriti, sopratutto da mina''

Nonostante i comandi militari alleati in Afghanistan abbiano dichiarato ufficialmente conclusa l'operazione Moshatark, lanciata a metà febbraio nella provincia meridionale di Helmand, il personale medico dell'ospedale di Emergency a Lashkargah continua a osservare un'intensa attività militare nell'area e a ricevere feriti.
"Continuiamo a vedere elicotteri da combattimento sorvolare la zona - racconta Matteo Dell'Aira, infermiere capo del centro chirurgico dell'ong italiana - continuiamo a sentire aerei da guerra sfrecciare veloci, continuiamo a sentire boati di esplosioni. E continuiamo a ricevere feriti, dalle zone di Marjah e Nadalì. Soprattutto feriti da mina. Dall'inizio di marzo ne abbiamo avuti ben ventiquattro: più di uno al giorno. E per noi non sono numeri: sono visi, storie, famiglie, e sempre tanta sofferenza. Gli ultimi due - continua Dell'Aira - li abbiamo ricevuti due giorni fa, un uomo di 65 anni, Hasham, e suo nipote di 7, Sayed Rahman: stavano uscendo da casa, hanno visto delle persone che posizionavano una mina sulla strada proprio di fronte alla loro abitazione. Si sono avvicinati per chiede che la rimuovessero, ma proprio in quel momento la mina ‘artigianale' è esplosa: tre morti sul colpo, loro due si sono procurati delle brutte ferite su gambe e braccia, ma sono vivi. E ieri un kamikaze si è fatto esplodere lungo la strada che conduce al nostro posto di primo soccorso di Grishk: otto morti, di cui quattro bambini, e almeno una decina di feriti, per loro fortuna non gravi".

Parole chiave: afghanistan, emergency
Categoria: Guerra
Luogo: Afghanistan