29/03/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Il rifiuto della Casa Bianca di far sradicare le piantagioni di oppio ai marines inviati nell'Helmand fa gridare allo scandalo Mosca

La Russia ha accusato gli Usa di essere sostanzialmente conniventi con i trafficanti di droga dell'Afghanistan vista la loro decisione di non distruggere le piantagioni di papavero da oppio nel sud del Paese. In un comunicato diffuso ieri dalla sua ambasciata a Kabul, nel giorno della visita lampo a sorpresa del presidente Barack Obama, Mosca ricorda che i Marines americani che sono entrati nella provincia di Helmand hanno assicurato agli agricoltori che non è loro intenzione impedire la produzione. I progetti statunitensi prevedono infatti l'acquisto di tutto il papavero prodotto e la vendita ai coltivatori di semi di altri prodotti da piantare in sostituzione. «Riteniamo però - sostiene il ministero degli Esteri russo - che questa posizione sia in contrasto con le decisioni sui problemi del narcotraffico in Afghanistan prese nell'ambito dell'Onu e di altri organismi internazionali». Se la Nato non vuole procedere direttamente allo sradicamento delle piantagioni, insiste il comunicato russo, allora dovrebbe fornire adeguata copertura all'esercito afghano incaricato dell'azione di bonifica. Non distruggere le piantagioni di papavero, si dice infine, significa «ignorare il fatto che migliaia di persone muoiono per l'uso di eroina, anche nello stesso Afghanistan».

Parole chiave: afghanistan, oppio, usa, russia
Categoria: Guerra
Luogo: Afghanistan